Archive for the ‘Società e cultura’ Category

SCHEDATURA DI MASSA: OPERAZIONE FACEBOOK?

Thursday, January 22nd, 2009

C’è qualcosa di molto importante che dovreste sapere!
Forse non avete mai sentito parlare di un’organizzazione che si chiama In-Q-Tel.

http://www.iqt.org/02.html

Traduco dal loro stesso sito web, alla pagina soprastante:

“In-Q-Tel è un’impresa indipendente, privata, fondata dalla CIA. Lanciata nel 1999, la missione di In-Q-Tel è di identificare e investire in compagnie, sviluppando tecnologie informatiche d’avanguardia che servono gli interessi di sicurezza nazionale degli Stati Uniti d’America”. (”In-Q-Tel is a private, independent, enterprise funded by the CIA. Launched in 1999, In-Q-Tel’s mission is to identify and invest in companies developing cutting-edge information technologies that serve United States national security interests”)

Il loro motto sul sito recita: “Accelerare l’innovazione per la comunità dell’intelligence” (”Accelerating Innovation for the intelligence community”)

Chi sono i clienti di questa enigmatica società, che servono i nobili scopi di una maggiore sicurezza statunitense? Uno è certamente Facebook, come si può chiaramente vedere in questa pagina:

http://www.iqt.org/copan_systems.pdf

Ora la domanda è: la schedatura informatica e volontaria di milioni di persone nel mondo può servire agli scopi dell’intelligence statunitense, per una maggiore sicurezza nazionale? Naturalmente spero che lo faccia, tutti noi vogliamo che lo faccia, non è vero?

UKUSA, IL GRANDE FRATELLO CI ASCOLTA. RAPPORTO FINALE DELL’UNIONE EUROPEA

Thursday, August 14th, 2008

Voglio fugare ogni possibile dubbio in coloro che ancora pensano che un sistema di sorveglianza globale, noto con il nome di ECHELON, non esista.

La Commissione Europea ha approvato nel 2000 la costituzione di un Comitato Temporaneo per indagare sulla questione. Il rapporto finale è disponibile su internet a questo indirizzo:

www.europarl.europa.eu

Qui in italano:

http://www.privacy.it/…

Voglio citarvi alcuni punti, a mio avviso rivelatori:

“Non si può nutrire più alcun dubbio in merito all’esistenza di un sistema di intercettazione delle comunicazioni a livello mondiale, cui cooperano in proporzione gli Stati Uniti, il Regno Unito, il Canada, l’Australia e la Nuova Zelanda nel quadro del patto UKUSA”.

“La prima caratteristica è la capacità di consentire una sorveglianza pressoché totale. Ogni informazione trasmessa via telefono, telefax, Internet o e-mail, indipendentemente dal soggetto che la invia, deve poter essere intercettata in particolare da stazioni di ricezione satellitare e da satelliti spia, allo scopo di venire a conoscenza dei contenuti della stessa.
La seconda caratteristica di ECHELON è che il sistema funziona globalmente, grazie all’interazione di diversi Stati”.

“Tale sistema serve non già all’intercettazione di comunicazioni militari, ma all’ascolto di comunicazioni private e commerciali”.

“Filtrare le comunicazioni lungo determinati collegamenti è semplice. Con concetti chiave si possono anche elaborare in modo specifico telefax e messaggi di posta elettronica. Anche una determinata voce può essere captata, se il sistema è addestrato a riconoscere le voci”.

“E’ inquietante che numerosi responsabili della Comunità interpellati, in particolare membri della Commissione, abbiano dichiarato di non essere assolutamente a conoscenza di questo sistema”.

SCANNERIZZATI, DISSEZIONATI E INGANNATI: L’ERA DEL MARKETING TECNOLOGICO E’ ALLE PORTE

Sunday, August 10th, 2008

Se la popolazione comprendesse veramente su che principi si basa la pubblicità oggi, ci sarebbe una rivoluzione. “La pubblicità è l’anima del commercio” si è sempre detto, ma il concetto stesso di pubblicità è stato alterato sino a diventare “inganno”. Entrando in un supermercato non sempre ci rendiamo conto di essere “abbindolati” nel vero senso del termine, per farci comprare cose che non ci servono o per farci percorrere il tragitto più lungo. Le cose più allettanti e più care sono proprio alle casse.
La gente è stata tradita nel momento stesso in cui la pubblicità è diventata inganno, anziché informazione. La troviamo nascosta nelle notizie dei rotocalchi o nei commenti di destra e di sinistra. E’ sufficiente ripetere una bugia migliaia di volte per farla diventare verità, e alla fine si finirà col crederci.
L’inganno è profittevole ed è proprio questo che “insegnano” le odierne scuole di marketing. Bastano due tette e qualche “fessacchiotto” prima o poi abbocca. Basta scrivere che SOS Ricarica è a costo zero per fregare soldi agli italiani ignari, che non sempre si prendono la briga di verificarlo di persona. Per pubblicizzare un farmaco e spingere i medici a prescriverlo, le aziende farmaceutiche spendono il doppio di quanto costi produrlo e testarlo. Il business della salute si è ridotto ai regali, ai campioni omaggio e ai convegni in località esotiche.
Chi si occupa di marketing parla di CRM (customer relationship management), senza rendersi conto che sta parlando di spionaggio. I consumatori vengono scannerizzati, analizzati, dissezionati, come cavie. La Wall Mart possiede un database con il doppio dei dati presenti su internet. Avete capito bene, il doppio. I nostri dati personali vengono poi venduti ad altre aziende, dando il via a un vero e proprio commercio. Persino gli indirizzi email hanno un costo e possono essere venduti, lo sapevate?
L’ultima frontiera, però, sono gli RFID. Quando ogni prodotto sarà microchippato con un ID unico, sapranno tutto di noi. Lettori RFID sono già stati collocati in molti supermercati o nel manto stradale di Londra. Registrano ogni nostro spostamento, basta collocare i lettori nei punti chiave, come l’ingresso di un’autostrada. I criminali dotati di un lettore potranno un giorno sapere se abbiamo oggetti di valore nella borsetta, mentre parapazzi senza frontiere potranno scansionare la spazzatura dei vip, per sapere tutto di loro.
Quando ogni oggetto avrà un ID unico sarà possibile avere una pagina internet per ognuno di essi, ogni cosa che facciamo, ogni nostro interesse sarà tracciato. Non è fantascienza, società come Gilette e Procter & Gable hanno già cominciato a sperimentare queste tecnologie in molti supermercati. La Metro è stata costretta a ritirare 10 mila carte dotate di chip RFID per evitare manifestazioni di protesta di fronte ai suoi centri.
Se non interveniamo adesso, un giorno chipperanno anche noi sotto-pelle, hanno cominciato con i detenuti di Guantanamo e con i cani. Non ci vorrà molto: è sufficiente un altro atto terroristico catalizzatore come l’11 settembre.

Riferimenti:
- Elena Dusi, La Repubblica (8/01/08)
- SpyChips, di Katherie Albretch e Liz Mcintyre (Arianna Editore).
- http://it.youtube.com/watch?v=FpDB3-ajLBQ