Archive for the ‘Scienza’ Category
L’AUTO CHE NON VEDREMO MAI: BREVETTO ITALIANO PER RISPARMIARE IL 70 PERCENTO SUL CARBURANTE!
Monday, July 19th, 2010L’AUTO DEL FUTURO PRENDE IL VOLO
Wednesday, July 14th, 2010Vi trovate in coda sotto il sole battente, allora premete un pulsante e la vostra auto mette fuori le ali, così
in pochi secondi vi sollevate in aria, tra gli sguardi increduli degli altri automobilisti. Non è un sogno, l’auto che vola sta per diventare realtà. Si chiama Transition e sarà commercializzata dalla Terrafugia a partire dal 2011. Oltre 70 velivoli sono già stati prenotati e uno dei fortunati sarà il cantante Bono degli U2.
Il tempo per la trasformazione del veicolo è la stessa richiesta per alzare o abbassare il tettuccio di una decapottabile. Il vantaggio è quello di poter atterrare in qualsiasi pista, senza dover scendere per ripartire, o senza problemi di check-in e di bagagli. Sarà possibile andare in poche decine di minuti al mare, nel fine settimana, e se poi farà brutto tempo, sarà sempre possibile prendere l’autostrada per tornare. Il tutto senza affittare alcun hangar, perché Transition può essere comodamente parcheggiata nel garage di casa propria.
I costi sono ancora proibitivi, ma nel prossimo decennio ci aspetta una nuova era dei trasporti. Preparatevi al decollo e allacciate le cinture!
Sito ufficiale:
http://www.terrafugia.com/
Video ufficiale:
GIULIANI AVEVA RAGIONE: l’INGV SCOPRE IL RADON
Sunday, March 14th, 2010MALATI A VITA
Saturday, January 30th, 2010Le statistiche vengono manipolate di continuo al fine di farci prendere nuovi farmaci miracolosi
coperti da brevetto o renderci automaticamente dei malati a vita.
Vediamo alcuni esempi tipici.
CASO NUMERO 1
Un test di laboratorio è accurato al 99%, ciò significa che su 100 malati uno non viene individuato e che su 100 sani solo 99 vengono diagnosticati correttamente.
La domanda è: Quanti sono in percentuale i falsi positivi? Ovvero quante volte mi viene detto che ho la malattia per errore quando invece non ce l’ho?
L’1 per cento delle volte? Risposta sbagliata!
Su 100 persone dichiarate malate, solo una lo è effettivamente; si potrebbe anche dire che il test ha uno spaventoso 99 per cento di falsi positivi.
Com’è possibile? E’ l’esatto contrario di quello che il buon senso ci porterebbe a pensare. Supponiamo allora di avere un milione di persone, di cui 100 effettivamente malate.
Il numero di persone sane diagnosticate malate sarà quindi 9999, mentre il numero di persone malate diagnosticate malate sarà 99.
Ora, per calcolare i falsi positivi dobbiamo dividere il numero di sani diagnosticati malati per il numero di tutti quelli diagnosticati malati (correttamente o meno). Quindi abbiamo 9999/(9999+99) = 0,99. Ciò significa che solo l’1% delle persone diagnosticate malate lo è effettivamente. Sapete cosa significa questo? Che questo esame verrebbe buttato immediatamente nella pattumiera (se non facesse guadagnare un sacco di soldi).
CASO NUMERO 2
Un farmaco molto pubblicizzato è in grado di ridurre del 20 per cento la probabilità di decesso per infarto. Nessuno si preoccupa di vedere che cosa significa esattamente questo venti per cento e i medici, basandosi sulle conclusioni non leggono le ricerche per intero. Risultato: milioni di persone continuano a morire di infarto. Niente sembra essere cambiato. Perché?
Semplice: senza farmaco moriva una persona a rischio cardiovascolare su 100, mentre con il nuovo farmaco ne muoiono 0,80 su cento. Quindi ((1-0,80)/1)*100 = 20%. Siamo sicuri? Che razza di statistica è quella di calcolare una percentuale su un’altra percentuale?
In realtà, se i medici avessero letto la ricerca, avrebbero scoperto che c’è soltanto una riduzione di mortalità pari allo 0,20% (1%-0,80%). Un esiguo 0,20% di probabilità in meno di morire. Un farmaco completamente inutile, ma 20% è molto più impressionante di 0,20%, non vi pare?
CASO NUMERO 3
Ultimo esempio. Supponiamo che l’attuale percentuale di guarigione del cancro sia del 50%. Ciò significa forse che metà dei pazienti affetti da cancro non muore?
Ma neanche per sogno! Adesso vi spiego come vengono calcolate le statistiche. Prendono un tipo di cancro con una percentuale di guarigione assai bassa (30%), ma poco diffuso e poi un altro con una percentuale assai alta (70%) ma assai diffuso. Quindi fanno la media matematica. Quant’è? Indovinato, proprio il 50%.
La stessa cosa viene ripetuta per tutti i tipi di cancro e così sui giornali leggiamo risultati miracolosi. E lo sapete che chiunque sopravvive 5 anni viene considerato un caso guarito? Così basterà cambiare il limite di sopravvivenza a un anno per avere una percentuale di guarigione (con il loro metodo di calcolo) pari al 90%.
Cambiare limiti e definizioni non sarebbe nulla di nuovo: lo hanno già fatto con la soglia del colesterolo, con la soglia glicemica, con quella della pressione arteriosa o con la definizione stessa di pandemia. Creare malati è estremamente facile, come lo è manipolare numeri. Basta un po’ di astuzia, tanto i medici non sono mica matematici.
DEBUNKER DISINFORMATI, I PROGRAMMI DI IRRORAZIONE FINISCONO SUI SITI DI STATO
Thursday, August 13th, 2009Non sono gli articoli sulle scie chimiche a sorprendermi, tanto meno le numerose ipotesi avanzate; a farlo
è invece la superficialità dei debunker che confutano tali teorie, perché nessuno di loro si è accorto che le irrorazioni in molti stati del mondo sono una realtà, non è niente di segreto. Ciò di cui sto parlando è accessibile a tutti su internet, ma vi sconvolgerà!
Basta digitare “Weather Modification, Inc” su Google per scoprire che esiste una società che si occupa da almeno trent’anni di irrorazioni con lo scopo di modificare le condizioni climatiche. Questo è il loro sito:
In home page si legge:
- “Nello specifico, offriamo una gamma completa di servizi, da programmi operativi completi per l’incremento delle precipitazioni (accrescimento delle piogge), aumento del manto nevoso, mitigazione dei danni della grandine (soppressione della grandine), e liberazione dalla nebbia (dissipazione della nebbia), fino all’assistenza tecnica e/o passaggio di tecnologia per tutti questi usi”.
- “Possiamo fornire […] una linea completa di attrezzature per l’irrorazione collaudate e approvate dall’FAA, o velivoli per l’irrorazione”.
- “Stiamo conducendo operazioni sul tempo e ricerca dal 1961″
Nella pagina di presentazione dell’azienda si legge [1]:
- “Dal suo inizio, il personale della compagnia ha registrato più di 30 mila ore di tempo effettivo di irrorazione delle nuvole”.
- “Queste tecniche sono state impiegate con continuo successo per oltre 40 stagioni attraverso il mondo”.
Nella pagina “modificazione di velivoli” si legge [2]:
- “Weather Modification, Inc. offre una vasta gamma di modificazioni di aerei per scopi speciali. WMI costruisce e installa attrezzature per l’irrorazione delle nubi per tutti gli scopi”.
La pagina dei progetti è il clou [3]:
- “WMI è meglio conosciuta per la modificazione di successo delle nubi per la soppressione della grandine e l’incremento delle precipitazioni nelle Grandi Pianure del nord del Nord America ed è stata attiva dai primi anni ‘60″.
- “Durante i mesi estivi, WMI usa più di 5 radar e più di 15 moderni aerei ad alte prestazioni, con piloti veterani, meteorologi esperti e ingegneri radar, su programmi di irrorazione delle nubi attorno al mondo. I nostri clienti includono assicurazioni private e pubbliche, organizzazioni di amministrazione delle risorse idriche, organizzazioni di ricerca di governi federali o centrali”.
I progetti sono ufficiali a tutti gli effetti e sono anche descritti sui siti federali americani [4]:
- “Il Progetto di Modificazione delle Nuvole del Nord Dakota (NDCMP) è un programma operativo che irrora le nubi per la riduzione dei danni da grandine e per l’incremento delle piogge nell’ovest del North Dakota”.
Come vedete niente di così fantasioso, il clima si può modificare. Considerato il bailamme mediatico sul riscaldamento globale non è così assurdo pensare che l’aviazione militare sia impegnata in programmi di irrorazione ben più vasti.
[1] http://www.weathermod.com/about.php
[2] http://www.weathermod.com/aircraft_modification.php
[3] http://www.weathermod.com/projects.php
[4] http://www.swc.state.nd.us/…
IL DIBATTITO SUL RISCALDAMENTO GLOBALE SI SCALDA
Friday, July 3rd, 2009Dimostrare che la temperatura della Terra nell’ultimo secolo è aumentata non prova che l’uomo sia
responsabile. In effetti il dibattito accademico s’incentra sul “cosa” e non sul “se”. Chi ha visto il documentario di Al Gore con occhio clinico e attento non si sarà lasciato sfuggire un particolare: che la temperatura dal 1945 al 1965 è diminuita. A mostrarlo sono gli stessi grafici dei sostenitori del Global Warming di origine antropica! Perché nel pieno del boom industriale la temperatura è scesa? Proprio per questo negli anni settanta andava di moda parlare di “Global cooling”, cioè di “Raffreddamento globale”, come mostra questo articolo del 1974, sul Times:
http://www.time.com/time/printout/0,8816,944914,00.html
La temperatura della Terra indubbiamente varia, ma non sembra esserci una correlazione diretta con lo sviluppo industriale. Se si confrontano l’attività solare e la temperatura terrestre, si può invece notare una sovrapposizione quasi perfetta:
Prendendo come riferimento la temperatura del Mare dei Sargassi (una porzione dell’Oceano Atlantico) negli ultimi 3000 anni, possiamo notare che il recente riscaldamento segue una mini era glaciale, ma non supera la temperatura media:

Non esiste un consenso univoco della comunità scientifica come vogliono farci credere e sono sempre di più gli scettici. Lo dimostra questo rapporto del Senato americano in cui 400 prominenti scienziati confutano l’origine antropica del riscaldamento.
http://epw.senate.gov/public/index.cfm?FuseAction=Minority.SenateReport
C’è anche una petizione firmata da 31478 scienziati americani, secondo cui la tesi antropica è errata:
http://www.petitionproject.org/
Ogni anno ottocento scienziati, economisti e politici, gran parte dei quali scettici, si riuniscono a New York per l’Internation Conference On Climate Change:
http://www.heartland.org/events/NewYork09/index.html
Per approfondire consiglio la seguente pubblicazione Dell’Oregon Institute of Science and Medicine, che ha passato la peer-review:
http://www.oism.org/pproject/s33p36.htm
A chi giova allora mentire sul Global Warming? Ci sono senza dubbio gruppi che stanno ricevendo milioni di dollari dal governo o da fondazioni private interessate al problema, e ci sono montagne di denaro per gli istituti che studiano il fenomeno. Ma evidentemente per molti uomini di scienza è più forte l’amore per il denaro che quello per la ricerca.
GUERRA SISMICA: I TERREMOTI POSSONO ESSERE PROVOCATI
Friday, May 1st, 2009Erano i tempi della guerra fredda quando i militari sovietici studiavano sistemi di attacco
geofisico e ormai si sa che forti esplosioni possono provocare scosse sismiche, tant’è che le compagnie petrolifere e minerarie che scandagliano i fondali marini, servendosi di esplosioni controllate, talvolta provocano mini scosse telluriche.
Il tenente Generale Fabio Mini, il cui curriculum è di tutto rispetto, descrive chiaramente queste ricerche in un articolo pubblicato sulla rivista di geopolitica Limes. La guerra sismica non è fantascienza e in ambito militare viene presa seriamente in considerazione, perché permette di colpire il nemico senza che questo se ne renda conto. Ma gli effetti possono essere devastanti. Fa parte della guerra ambientale, che con il ricorso alle esplosioni nucleari e convenzionali, è in grado di provocare anche tsunami. Gli esperimenti sono stati fatti: il professor Thomas Leech, dell’Università di Auckland in Nuova Zelanda, negli anni quaranta provocò onde anomale nel pacifico. Esistono anche studi sulle onde elettromagnetiche, capaci di modificare gli equilibri meteorologici e il clima.
Le mini-testate a disposizione oggi dagli eserciti consentono di innescare esplosioni sotterranee o sottomarine e di generare terremoti e tsunami su bersagli predefiniti. (Tra parentesi, molte compagnie petrolifere e minerarie americane premono per impiegare ordigni nucleari al fine di penetrare certe zone e il generale Mini, nell’articolo, si chiede se ci siano già riuscite).
Molti interrogativi e strane coincidenze costellano gli ultimi cinquant’anni: come quella del terremoto di Bam del 2003 e dello tsunami dell’Indonesia del 2004, entrambi verificatisi il 26 dicembre in due aree a maggioranza islamica. Ma anche il recente terremoto in Messico è sospetto, in un paese già devastato da una guerriglia interna e da una potenziale pandemia.
La cruda realtà è che non dobbiamo più pensare alla guerra in termini di bombardamento o di invasione. Non si combatte più con le stesse armi. Ora non è più necessario conquistare un territorio, ma è sufficiente occupare l’economia di un paese. Oggi non è più necessario destituire un governo, basta piazzare là i propri uomini.
La guerre non hanno più confini ed è alle ricerche scientifiche condotte in gran segreto dai governi che dobbiamo guardare.
Fonti:
Limes n° 6-2007, “Owning the weather: la guerra ambientale globale è già cominciata”
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/library/Owning_the_weather-Fabio_Mini.pdf
http://archiviostorico.corriere.it/1993/gennaio/20/URSS_preparava_terremoti_artificiali_co_0_9301201926.shtml
FUSIONE FREDDA CHE SCOTTA
Wednesday, October 8th, 2008Vi suggerisco un esperimento interessante: chiedete ai vostri conoscenti
perché secondo loro non viene sfruttata la fusione fredda. Non riceverete mai la stessa risposta:
“Si tratta di una bufala! Nessuno ne ha dimostrato l’esistenza”.
“I risultati sono ancora da valutare”
“La faccenda è stata insabbiata”.
“Ci vogliono temperature altissime…” Vedete? Molti confondono ancora la fusione fredda con quella termonucleare.
Dieci anni fa si potevano ancora avere dubbi, ma la situazione è cambiata, da quando nel 1999 Carlo Rubbia, allora presidente dell’ENEA, commissionò un progetto di 36 mesi per accertare una volta per tutte se la fusione fredda esistesse o meno. Quell’indagine si concluse con una risposta definitiva, chiara e forte, i cui risultati sono stati pubblicati nel cosiddetto “Rapporto 41”, che chiunque può scaricare da internet. Fate ora bene attenzione: secondo il documento la fusione fredda esiste! Ormai non possono più esserci dubbi e a chi ancora inventa strane congetture mostrate l’evidenza:
http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchieste/documenti/Fusione_Fredda.pdf
L’estratto che segue dovrebbe far riflettere gli scettici cronici (tra parentesi, gli scettici sono in realtà dei creduloni, che per via delle cose in cui credono vengono chiamati con un nome differente):
“The presence of 4He provides evidence that a nuclear process occurred in the cell; a nuclear reaction has been obtained with purely chemical procedures”.
Traduco:
“La presenza di 4He fornisce l’evidenza che un processo nucleare è avvenuto nella cella; una reazione nucleare è stata ottenuta esclusivamente con mezzi chimici”.
L’elettrochimico Fleshman scrisse in una lettera datata 2002:
“Caro professor Rubbia, sono molto lieto che il programma di ricerca intrapreso da Giuliano Preparata abbia conseguito il suo scopo. I risultati ottenuti dai ricercatori italiani sono veramente impressionanti, e non esagero”.
Allora perché non usiamo questa fonte di energia? Perché ancora il petrolio? Il motivo è semplice: il fenomeno esiste ma l’ingegnerizzazione e il recupero dell’energia prodotta sono un problema differente. La riproducibilità del processo è migliorata rispetto a quel fatidico giorno del 1989, in cui Fleishman e Pons annunciarono al mondo la scoperta della fusione fredda. Ma c’è ancora molto da perfezionare e al momento non è ancora possibile attivare il fenomeno a comando: si ha solo una buona probabilità che il fenomeno si verifichi, entro un determinato tempo.
Secondo il fisico Emilio del Giudice, che collaborò al progetto commissionato da Rubbia, per ottenere un prodotto commerciale potrebbero essere sufficienti 5-10 anni di ricerca. Qualcuno però deve pur cacciare fuori i soldi e la cosa più difficile da capire non è la fusione fredda in sé, bensì il motivo per cui nessun governo sia realmente interessato a finanziare questo tipo di ricerca, nonostante i promettenti risultati ottenuti sin ora.
Fonti:
http://titano.sede.enea.it/Stampa/skin2col.php?page=eneaperdettagliofigli&id=78
Inchiesta di Rainews:
http://it.youtube.com/watch?v=3FmwRU0oJbQ
http://it.youtube.com/watch?v=Z6j1yELtHrI
http://www.progettomeg.it/ffreddadelgiudice.htm
L’ENERGIA ILLIMITATA A FLUSSO POSITRONICO CAMBIERA’ IL MONDO
Wednesday, October 8th, 2008Proprio mentre il dibattito sulle possibili conseguenze della creazione di un buco nero all’interno dell’LHC
va avanti, in Italia si stanno conducendo esperimenti ben più sconcertanti. L’equip indipendente di una nota università sta portando alla luce una nuova possibilità energetica per l’umanità. “Abbiamo bucato una lastra d’acciaio di dieci centimetri di spessore” ha dichiarato il ricercatore, “e vaporizzato 65 metri cubi d’acqua in meno di mezzo secondo!”
Non è fantascienza, ma uno sfruttamento pratico delle particelle virtuali che si formano nell’oceano di energia fluttuante previsto da Dirac, che permea il vuoto. Si tratterebbe di particelle che durano 10 alla -22 secondi e poi annichilano. L’esistenza delle stesse, confermata dal nobel Casmir, con l’omonimo esperimento, ha però durata troppo breve, dato che per ogni elettrone si forma anche un positrone con segno opposto, per via del principio di conservazione.
Se si trovasse il modo per non far annichilare la materia, si potrebbe sparare un fascio ad alta energia da qualche parte. Proprio quello che si è fatto, con l’ausilio di un campo gravitomagnetico (ottenuto facendo ruotare a grande velocità un corpo metallico, che in questo modo acquisisce proprietà magnetiche), come previsto dalla relatività generale. Il campo allinea gli spin e le particelle virtuali avendo spin uguale non si possono più attrarre. In questo modo è possibile dirigere un fascio positronico verso una massa e portarla a temperature maggiori di quella del sole.
Se questa tecnologia non incontrerà ostacoli, avremo trovato una fonte energetica superiore. Non avremo più bisogno di centrali nucleari, ma i razzi potranno viaggiare in maniera economica verso l’esterno, le auto potranno spostarsi in maniera del tutto pulita, mentre il costo per alimentare fabbriche e abitazioni si ridurrà praticamente a zero.
