<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Altraconsapevolezza</title>
	<atom:link href="http://www.altraconsapevolezza.it/index.php?feed=rss2" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.altraconsapevolezza.it</link>
	<description>Tutto quel che avreste sempre voluto sapere e che nessuno vi ha mai detto…</description>
	<lastBuildDate>Sat, 07 Jan 2012 17:00:15 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
		<item>
		<title>LA MATRIX ECONOMICA &#8211; IL SEGRETO DELLA RICCHEZZA (parte 1)</title>
		<link>http://www.altraconsapevolezza.it/?p=484</link>
		<comments>http://www.altraconsapevolezza.it/?p=484#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 09:54:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.altraconsapevolezza.it/?p=484</guid>
		<description><![CDATA[Avrai sicuramente avuto, almeno una volta, la vaga impressione che ci sia qualcosa di tremendamente sbagliato nel sistema economico. Non dovrebbe essere compito dell’economia risolvere questi problemi? Non è un controsenso avere consumatori insoddisfatti che non possono realizzare i loro &#8230; <a href="http://www.altraconsapevolezza.it/?p=484">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://i1-news.softpedia-static.com/images/news2/Five-Indicted-in-Californian-City-ACH-Fraud-Case-2.jpg" alt="" width="492" height="416" />Avrai sicuramente avuto, almeno una volta, la vaga impressione che ci sia qualcosa di tremendamente sbagliato nel sistema economico. Non dovrebbe essere compito dell’economia risolvere questi problemi?<br />
Non è un controsenso avere consumatori insoddisfatti che non possono realizzare i loro sogni e disoccupati scontenti, quando i secondi potrebbero soddisfare i primi e viceversa?<br />
Dov’è il bandolo della matassa?</p>
<p>Come uscire dalla Matrix Economica?</p>
<p>Ci dicono che manca il denaro per comprare o da investire, ma abbiamo gente pronta a lavorare e gente desiderosa di comprare. Sembra quasi che il denaro, da carburante dell’economia, sia diventato il freno.</p>
<p>Se il problema è la povertà perché non stampare più denaro? Diventeremmo più ricchi riempendoci le tasche di carta? Vi hanno sempre detto che per diventare ricchi bisogna “fare soldi”, ma la risposta è no!</p>
<p>Se in un villaggio ci sono cinque mele e cinque dollari, una mela costa un dollaro. Ma se aggiungiamo cinque dollari, costerà il doppio. Questo vuol forse dire che siamo diventati più ricchi? C’è più denaro, ma si possono acquistare sempre cinque mele.<br />
La vera ricchezza, dunque, non è il denaro, ma LA PRODUZIONE!</p>
<p><strong>“La ricchezza di uno stato dipende dai beni, il denaro serve solo a distribuirla”.</strong></p>
<p>Problemi sociali, povertà e disoccupazione hanno quindi più a che fare con l’USO DEL DENARO che col denaro stesso.</p>
<p><strong>“Il denaro è un mezzo, non un fine”.</strong></p>
<p>Ma qui ci imbattiamo in un paradosso. Non chiedete a un economista che cosa determina la ricchezza, probabilmente vi dirà la scarsità. L’oro è raro, ma rende ricco chi lo possiede. Questo significa che per rimanere ricchi, siamo interessati che continui a rimanere scarso. Ma non abbiamo appena detto che la vera ricchezza è la produzione? Esatto… quella vera! Gli economisti, invece, hanno la strana idea che per essere ricchi, tutti gli altri debbano essere poveri. Un ottimo modo per rendere schiava la gente!</p>
<p>La gente è libera quando il denaro viene usato per arricchirla, non per controllarla. Il denaro dovrebbe essere il motore dell’economia, non il freno. La differenza tra un’economia sana e una insana, sta proprio qui.<br />
Che cosa ci impedisce dunque di consumare di più per soddisfare tutti i nostri bisogni? Che cosa ci impedisce di impiegare i disoccupati e produrre di più? E’ un cane che si morde la coda: le aziende non investono perché la gente non consuma e la gente non consuma perché non ha lavoro o non guadagna a sufficienza. C’è da diventare pazzi a pensare a queste cose, ma vi assicuro che la risposta c’è.</p>
<p>La situazione può avervi fatto sentire sbagliati. Qualche volta forse avete pensato che il problema fosse dentro di voi, altre volte ve la siete presa con i politici o con chi vi stava vicino. Ma la fonte di tutti i vostri guai è un’altra. La causa di tutte le tribolazioni pare indefinita, nessuno le ha mai dato un nome o una collocazione precisa. Ma vi ci siete sempre scontrati, ogni volta che avete avuto il sospetto che qualcosa non funzionasse nell’economia, ogni volta che famiglie e aziende andavano a pezzi. Era sempre sotto i vostri occhi, ma semplicemente non volevate guardare. Riconoscere la Matrix vi farà sentire meglio e quando leggerete l’ultima pagina… tirerete un sospiro di sollievo!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.altraconsapevolezza.it/?feed=rss2&amp;p=484</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LA MATRIX ECONOMICA &#8211; PRIMO PROBLEMA: IL CREDITO (parte 2)</title>
		<link>http://www.altraconsapevolezza.it/?p=482</link>
		<comments>http://www.altraconsapevolezza.it/?p=482#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 09:53:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.altraconsapevolezza.it/?p=482</guid>
		<description><![CDATA[Supponiamo vogliate aprire un’azienda e non abbiate un soldo, la prima cosa da fare è rivolgersi a una banca per un prestito. Gli economisti sono pronti a scommettere che senza credito, senza obbligazioni e senza strumenti finanziari, la crescita odierna &#8230; <a href="http://www.altraconsapevolezza.it/?p=482">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://americanbuilt.us/images/toons/money-press.jpg" alt="" width="640" height="550" />Supponiamo vogliate aprire un’azienda e non abbiate un soldo, la prima cosa da fare è rivolgersi a una banca per un prestito. Gli economisti sono pronti a scommettere che senza credito, senza obbligazioni e senza strumenti finanziari, la crescita odierna sarebbe impossibile. Si cerca di mettere il turbo all’economia e si crea ricchezza e lavoro. Dopotutto è con il credito che si esce dalle crisi.<br />
Ma qualcuno si è mai chiesto quali sono le conseguenze a lungo termine? Una potente medicina può curare un paziente, ma un abuso può ucciderlo.</p>
<p>Un esempio chiarirà le idee: supponiamo che in un piccolo stato siano in circolazione soltanto 100 dollari e che i cittadini comincino a prestarseli a vicenda. Arrivati a 100 dollari di prestiti, devono rendere anche 10 dollari di interessi, quindi 110 dollari. Dove prendono i 10 di interessi per estinguere i debiti, se non ci sono?<br />
Il problema è apparentemente senza soluzione. In teoria, come è possibile fare un nodo a una corda, è possibile scioglierlo, ripetendo l’operazione a ritroso. In pratica, gli interessi continuano ad aumentare, fino a superare il punto di non ritorno. A quel punto, qualsiasi azione per far riprendere il mercato non fa che ingarbugliare ancora di più la corda. Non solo i cittadini, ma anche gli stati sono finiti nella trappola.</p>
<p>La faccenda è persino più perfida, se consideriamo che il denaro prestato viene letteralmente creato dalle banche. Non sono io a dirlo e per una conferma basta collegarsi al sito della Banca Nazionale Svizzera, dove il meccanismo è spiegato in maniera chiarissima: “Le banche ricevono il denaro dei risparmiatori per prestarlo ai debitori. Con quest&#8217;attività di intermediarie del credito, le banche creano nuova moneta”. (http://www.snb.ch/i/welt/portrait/banks/4.html) [1] Più avanti c’è un esempio: &#8220;La banca le presta 16’000 dei 20’000 franchi che il risparmiatore ha versato. L’importo è accreditato sul conto dell’impresa. Cosa significa questo per la quantità di moneta? Sul conto del risparmiatore continuano a figurare 20’000 franchi. L’impresa debitrice dispone di 16’000 franchi. La quantità di moneta è quindi aumentata di 16’000 franchi”.</p>
<p>Sembra la moltiplicazione dei pani e dei pesci, ma è così che funziona il sistema economico. Ovviamente, come può essere creata, la moneta può essere distrutta nel momento in cui il prestito viene saldato.<br />
Il processo comunque può ripetersi senza fine.  Il destinatario del prestito pagherà un rivenditore di auto e quest’ultimo si rivolgera alla banca per il versamento. La banca a quel punto sarà in grado di prestare lo stesso denaro. L’unico vincolo è la riserva frazionaria, che impone alle banche di mantenere una percentuale di attività facilmente liquidabili.</p>
<p>La massa monetaria aumenta e diminuisce. Quando aumenta, a PIL costante, si ha inflazione.  Se  le mele sono 5 e i dollari pure, il costo unitario è un dollaro; quando i dollari raddoppiano, il costo raddoppia.</p>
<p>Qual è l’effetto sulla società? Un fondo non esiste, l’unica via d’uscita è altro debito, in un circolo vizioso senza fondo. Il primo effetto negativo è l’aumento dei costi, determinato dagli interessi, per cui i produttori aumentano i prezzi. La formula di interesse è completamente disarticolata dal mercato reale e teoricamente senza limiti; nuovo credito viene immesso sul mercato per coprire gli interessi, con la produzione di nuovo debito. Questo processo può continuare all’infinito. L’inflazione, nella realtà, si basa quindi su un meccanismo perverso di rarefazione monetaria. E’ come se avessimo cinque mele e dieci dollari, ma le mele, per uno strano sortilegio, invece di costare due dollari, costassero tre dollari. Le mele ci sono, ma non tutti possono comprarle.<br />
I costi aggiuntivi degli interessi (che si tratti di prestiti bancari o obbligazioni) costringono le aziende a tagliare i costi. Così si spiegano i prodotti di scarsa qualità che si rompono appena comprati, l’uso di pericolosi ma economici additivi chimici, lo sfruttamento del personale, gli straordinari non pagati, gli orari impossibili, il precariato, la delocalizzazione in Asia, l’assunzione di immigrati illegali, i tagli di personale, etc.<br />
L’economia è frenata e i consumi diminuiscono. Questo significa che le aziende producono di meno e sono costrette a licenziare altro personale. Sempre meno lavoro e più crisi si susseguono in un circolo vizioso. Dunque si “droga” la società, iniettando un altro po’ di credito (abbassando i tassi di interesse o in altri modi) e l’economia riparte. Ma la crisi successiva è ancora peggiore e questa volta si deve “drogare” la società ancora di più per tenerla a galla. Vi suona famigliare tutto questo?<br />
Ovviamente in una società dove il lavoro è scarso, le aziende hanno il coltello dalla parte del manico e possono imporre ogni genere di condizioni ai lavoratori, che quindi hanno paura di manifestare i propri diritti.</p>
<p>Ma se gli interessi sono un costo, che dire allora delle tasse? Anch’esse, se eccessive, frenano l’economia. Ma diventano davvero pressanti, solo quando il debito pubblico è fuori controllo. Si stima che ben il 22 per cento delle nostre tasse servano a pagare gli interessi sul debito, una cifra che si aggira intorno a 80 miliardi l’anno. [2]<br />
Si potrebbe obiettare che le tasse per pagare il debito non siano un effettivo freno, dato che i soldi tornano nelle nostre tasche attraverso i titoli di stato. Non c’è dubbio, ma il problema sorge quando si aggiunge un costo a chi produce e si premia chi specula, generando denaro da altro denaro, con titoli di carta. E sono proprio gli incentivi a guidare l’economia.</p>
<p>Oppresso dal debito, il governo riduce la spesa: questo significa minore produzione o tagliare fondi ai servizi pubblici e alle scuole, ridurre le pensioni, lasciare che ponti e strade vadano a pezzi o privatizzare le proprietà pubbliche, svendendole. Le industrie, oppresse dal fisco, evadono e assumono  personale in nero. Il governo allora aumenta ulteriormente le tasse, frenando ancora di più la produzione. Come può l’economia funzionare?</p>
<p>L’economia deve produrre non solo per sé stessa, ma anche per coprire i costi aggiuntivi e parassitari. Comincia a delinearsi una legge naturale fondamentale:</p>
<p><strong>“I costi aggiuntivi (quali gli interessi) sono il principale freno dell’economia”.</strong></p>
<p>Vi siete mai chiesti perché si insiste tanto sulla crescita perpetua? Perché se il PIL smette di crescere non si riescono a pagare gli interessi e per effetto domino l’intera società collassa in una profonda crisi.</p>
<p>La medicina è naturalmente una potente droga chiamata credito. L’economia si rialza stremata e comincia a correre all’impazzata. La volta successiva ne servirà una quantità maggiore e poi una ancora maggiore. Come ogni medicina, può controllare i sintomi, ma un uso prolungato può esporre a pericolosi effetti collaterali a lungo termine. Alla fine il vero cancro risulta essere l’antidoto stesso.</p>
<p>Il primo effetto collaterale è l’aumento dei prezzi, il secondo la riduzione del potere di acquisto degli stipendi. Ma se i prezzi aumentano, gli stipendi dovrebbero aumentare, altrimenti chi compra? Il problema è che l’aumento dei costi provoca questi due fenomeni, apparentemente in antitesi. La scienza economica insegna che l’inflazione è proporzionale all’aumento di moneta, a parità di produzione. Ma il processo è stato invertito: anziché aumentare gli stipendi che farebbero salire i prezzi con l’aumento di domanda, salgono prima i costi, che costringono le aziende ad aumentare i prezzi per non andare in perdita. Allo stesso tempo tagliano gli stipendi, che non sono altro che uno dei costi.</p>
<p>Per avere prezzi stabili, la quantità di moneta dovrebbe essere proporzionale alla produzione. Questo non avviene mai, perché l’unico modo di pagare i debiti è crearne di nuovi. Tutta la moneta viene emessa a debito e la conseguenza inevitabile è l’inflazione.<br />
Il ciclo è invertito: non è la produzione a stabilire la moneta da immettere, prima si crea la moneta e dopo si tenta di far ripartire la produzione. Dato che il processo si basa sul debito, a lungo termine non si farà che fermare l’economia. Si crea la singolare situazione in cui la moneta scarseggia, ma i prezzi continuano ad aumentare: la cosiddetta stagflazione.<br />
Ignorando completamente questo meccanismo, ci chiedono di consumare di più per far ripartire l’economia, che è un po’ come chiedere a un muto di parlare di più. Nessuno si chiede se consumiamo per produrre o produciamo per consumare. Si tratta, ancora una volta, di comprendere la funzione della moneta: un mezzo, non un fine. Affermare che la moneta è insufficiente è come dire che mancano chilometri per costruire strade. Ma l’obiettivo di chi detiene il potere è proprio quello di creare scarsità, così la moneta diventa uno strumento di controllo, anziché un mezzo per distribuire risorse e ricchezza secondo i meriti.</p>
<p>Perché le imprese non possono produrre di più da subito? Hanno manodopera disoccupata da impiegare, un sacco di clienti che vorrebbero consumare di più, un managment che prospetta solo profitti ed espansione. Chi li sta fermando? La risposta è nel denaro stesso. Il sistema non funziona, altrimenti non ci staremmo prendendo tutti quanti in giro. Continuiamo a dire che le cose non possono essere fatte perché manca il denaro, ma in un mondo normale le cose non possono essere fatte quando non si riesce a produrre di più. Il limite contro cui ci scontriamo ogni giorno non esiste, è soltanto un’illusione pensata per controllarci! Questo perché il denaro non è più nostro, è diventato di proprietà delle banche, che lo creano e ce lo prestano.</p>
<p>L’inganno è continuato così a lungo che si è perso ogni contatto con la realtà. Per ogni dollaro in circolazione, ne esistono 4,4 di debito [3]; una montagna di interessi, a volte persino calcolati sugli interessi stessi. Si tratta di un favore a breve termine ma una truffa a lungo termine. Si può facilmente dimostrare che un un dollaro prestato nel 1500, ammonterebbe oggi a un debito così grande che il peso della Terra in oro non basterebbe a pagarlo. La Prima e la Seconda Guerra Mondiale non sarebbero state possibili senza la stampa incontrollata di cartamoneta, la macchina bellica si sarebbe presto inceppata; non è certo un caso che la Prima Guerra sia avvenuta nel 1914, a un anno dalla nascita della Federal Reserve.</p>
<p>Questa è solo una faccia della medaglia, l’altra è persino più infima e nascosta.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.altraconsapevolezza.it/?feed=rss2&amp;p=482</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LA MATRIX ECONOMICA &#8211; SECONDO PROBLEMA: INTERESSI POSITIVI (parte 3)</title>
		<link>http://www.altraconsapevolezza.it/?p=480</link>
		<comments>http://www.altraconsapevolezza.it/?p=480#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 09:51:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.altraconsapevolezza.it/?p=480</guid>
		<description><![CDATA[In natura tutto si consuma. Un fisico direbbe che tutto tende al disordine, un produttore di alimentari che tutto deperisce e un restauratore che tutto si logora. Ma un banchiere è contro natura: lui direbbe che tutto rende. Basta saperlo &#8230; <a href="http://www.altraconsapevolezza.it/?p=480">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://2.bp.blogspot.com/_Uu_0z9hES-o/SWhj45as0mI/AAAAAAAAFj0/rILcVeE3U4I/s400/interest_rates_12big.jpg" alt="" width="400" height="300" />In natura tutto si consuma. Un fisico direbbe che tutto tende al disordine, un produttore di alimentari che tutto deperisce e un restauratore che tutto si logora. Ma un banchiere è contro natura: lui direbbe che tutto rende. Basta saperlo investire! Un sistema perverso, che ostacola i consumi e premia il guadagno basato sull’improduttività.<br />
Portare all’eccesso la produzione può non essere popolare, può non essere eco-sostenibile, ma ostacolare la produzione e l’impiego di certo sono un’aberrazione dell’economia, e un’economia aberrata non favorisce la scoperta e l’impiego di nuovi mezzi ecosostenibili.<br />
Il denaro dovrebbe PERDERE VALORE e non acquisirlo. Sembra un concetto strano e paradossale, ma di per sé velocizzerebbe i consumi, facendo girare l’economia. Maggiore spesa, a parità di circolante, significa maggiore produzione, che come abbiamo visto in precedenza è la vera ricchezza. Ci sarebbe anche più giustizia, in quanto si arricchirebbero coloro che danno un effettivo contributo alla società, non coloro che generano denaro da altro denaro, senza alcun contributo personale. Gran parte dei guadagni oggi avvengono con la speculazione. Il capitale è un ottimo strumento per finanziare l’impresa, ma come abbiamo visto, gli interessi negativi non sono un vantaggio a lungo termine. Il rispamio in realtà frena i fattori economici reali basati sullo scambio di beni e servizi. Il potere diventa sinonimo di denaro e non di capacità. Basta possederlo e si decidono le sorti della società; si decidono le guerre, che carburante usare, l’hamburger più buono e la prossima moda. Le doti e l’impegno, quando si possiede il capitale, non servono più a niente.<br />
Il capitalismo è basato sul capitale e, per quanto strano possa sembrare, non è così diverso dal comunismo, dato che il punto di forza di entrambi è la vanificazione dell’impegno personale e la vilificazione delle capacità personali. Non specula solo il trader, comprando e vendendo bit digitali, ma anche il capitalista. La società produce, ma lui non fa altro che investire capitale. Al resto pensano il managment, stuole di bravissimi avvocati o ingegneri espertissimi. Chi gestisce il capitale ha un solo obiettivo: il profitto. Una cultura perversa che domina il pensiero economico di oggi e si riflette nei modelli sociali e politici. La meritocrazia è diventata una parola arcaica. Si passa attraverso la famosa “gavetta” per meritarsi un posto di responsabile, dove finalmente si possono far lavorare gli altri. Glielo ha insegnato il capitalista. Ma un capo-gruppo dovrebbe mantenere una produzione elevata per meritarsi uno stipendio elevato. Un bravo responsabile sa occuparsi delle persone, così come un bravo muratore sa occuparsi di calce e cemento. E’ corretto che il primo guadagni di più, ma non aspettatevi mai di vedere, anche se per brevi periodi, un superiore guadagnare  meno di un sottoposto. Eppure se lo merita quando non produce. Lo stipendio nella nostra società non è determinato dalla produttività, ma quasi esclusivamente dal livello gerarchico.<br />
Senza alcun incentivo, l’economia diventa una macchina arrugginita. I dipendenti possono starsene con le mani in mano, perché ogni mese ricevono lo stesso stipendio. Uno degli effetti più beffardi di tutto questo è il moltiplicarsi del numero di lavoratori precari.</p>
<p>Potremmo in sintesi dire che:</p>
<p><strong>“Ciò che premia e favorisce la produzione individuale, incentiva l’economia nel complesso e genera ricchezza collettiva, mentre ciò che premia la speculazione o la generazione di capitale da altro capitale, senza un contributo personale, a lungo termine conduce ineluttabilmente alla rovina”.<br />
</strong><br />
Si tratta di avere la vista corta. Lo stesso modo di pensare del ladro, che con la rapina pensa di farla franca, senza considerare che prima o poi la polizia lo acciufferà.</p>
<p>Ma come può esistere un sistema economico senza investimenti? Non esisterebbero spa e non si potrebbero abbattere i costi necessari alla produzione su larga scala, non avremmo tecnologie d’avanguardia e l’abbondanza cui siamo abituati. Ecco un altro mito! L’errore fondamentale è permettere una rendita a chi è esterno all’azienda o a chiunque non dia un effettivo contributo. Se la stessa rendita premiasse lavoro e produzione, i lavoratori avrebbero più denaro e la produzione verrebbe incentivata. Persino gli speculatori dovrebbero rassegnarsi a produrre qualcosina. Non ci sarebbe alcuna resa matematica, prodotta da una formula di interesse nella memoria di un computer. Avremmo una società sana, dove i ricchi sarebbero tali perché danno un effettivo contributo personale e diretto alla società, e dove l’accumulo sarebbe possibile, ma dove niente sarebbe eterno.<br />
Sapete invece quanto paga di tasse uno speculatore? Il 12,5 percento sui ricavi in borsa e praticamente nulla sui ricavi derivati dai mercati valutari. Un imprenditore invece può tranquillamente arrivare al 70 percento. Perché non tassare di più gli speculatori e di meno gli imprenditori, dato che sono i secondi a produrre? Secondo il Wall Street journal del 20 ottobre 2003, in Italia l’aliquota marginale media (cioè l’imposta massima corrispondente allo scaglione di reddito dichiarato) è il 64 percento. [4]</p>
<p>Gli interessi positivi sono tanto controproducenti quanto quelli negativi. Ma come si eliminano gli interessi positivi? Con una moneta deperibile, che perde valore come ogni altra cosa in natura. Più passa il tempo, minore è il suo valore. Diventeremmo tutti quanti più poveri? Direi proprio di no, perché verrebbe incentivata la produzione da un lato e la spesa dall’altro. La gente sarebbe incentivata a spendere il denaro che altrimenti perderebbe valore. Proprio come ogni cosa che compra. Una casa dopo 50 anni può perdere gran parte del valore, senza una restaurazione. Si tratterebbe di decidere se perde meno valore la casa o il denaro.<br />
La perdita di valore sarebbe pur sempre un interesse negativo, ma di natura diversa da quello considerato sin ora. Si tratterebbe in verità di una tassa, che anziché colpire la produzione colpisce il denaro stesso. La produzione non verrebbe rallentata, ma incentivata. Il reddito derivato dalla produzione sarebbe quindi tassato di meno e “fare impresa” sarebbe più facile. La conseguenza inevitabile di tutto questo è una società molto più ricca e meritocratica. Non vi piacerebbe?</p>
<p>Un esperimento era stato effettivamente condotto nel 1931 a Woergl, una città del Tirolo, dove il sindaco, per risolvere una forte depressione, decise di battere una moneta deperibile, sulla base delle idee dell’economista tedesco Silvio Gesell. L’idea sembrò funzionare e il paese, che da anni non aveva introiti, riuscì ad asfaltare strade e a fare moltissimi lavori pubblici. La moneta fu abolita nel 1933, su ordine della Banca Nazionale Austriaca, perché contraria al monopolio della Banca Centrale.<br />
L’unico difetto di questo esperimento era il bollo da applicare mensilmente. Molto più pratico, per un’applicazione su larga scala, un metodo automatico di tassazione.</p>
<p>Per uscire dalla Matrix Economica non basta comprendere il denaro, il cammino è ancora lungo: bisogna ora comprendere le persone e la società.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.altraconsapevolezza.it/?feed=rss2&amp;p=480</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LA MATRIX ECONOMICA &#8211; TERZO PROBLEMA: IL NEOLIBERISMO (parte 4)</title>
		<link>http://www.altraconsapevolezza.it/?p=478</link>
		<comments>http://www.altraconsapevolezza.it/?p=478#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 09:50:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.altraconsapevolezza.it/?p=478</guid>
		<description><![CDATA[Liberismo non è liberalismo. La prima è una dottrina economica, la seconda una filosofia politica. Niente di sbagliato nella libertà, la storia è costellata di rivoluzioni al grido di questa parola. Ma ci sono delle eccezioni: che dire di un &#8230; <a href="http://www.altraconsapevolezza.it/?p=478">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://3.bp.blogspot.com/-D98aoBSawTU/TdrzLsH_ycI/AAAAAAAAADo/n6Ja_nCCZ_o/s1600/neo_liberalism.jpg" alt="" width="837" height="595" />Liberismo non è liberalismo. La prima è una dottrina economica, la seconda una filosofia politica. Niente di sbagliato nella libertà, la storia è costellata di rivoluzioni al grido di questa parola. Ma ci sono delle eccezioni: che dire di un criminale a cui venisse data piena libertà?<br />
Il liberismo, in particolare il revival tatcheriano e reganiano chiamato neoliberismo, perseguono un mercato più libero, con meno regole e frontiere. Che c’è di male? Non ci sarebbe niente di sbagliato nel privatizzare l’acqua, sinché le persone che la gestiscono sono oneste. Ma che dire quando i prezzi salgono alle stelle, le tubature vengono lasciate arruginire e i controlli sono fasulli?  Niente di male nel commercio internazionale, ma che dire della delocalizzazione selvaggia che impoverisce fasce sempre più larghe della società occidentale?<br />
Dovrebbe pensare a tutto la mano invisibile di Adam Smith e ogni cosa dovrebbe evolvere verso una struttura più efficiente. Ma non si sono fatti i conti con i capitalisti e i grandi monopoli mondiali. La delocalizzazione sta impoverendo sempre più la classe media occidentale e ha senz’altro contribuito all’attuale crisi; in Cina le persone vengono sfruttate come schiavi, lavorano 16 ore al giorno per meno di un dollaro. Ha senso chiamarlo liberismo? Senza dubbio il PIL della Cina non è mai cresciuto tanto, ma sono aumentate ovunque le disuguaglianze sociali. Le uniche a guadagnarci sono le multinazionali.<br />
Come abbiamo visto in precedenza, i costi eccessivi richiedono misure drastiche e una delle principali è la delocalizzazione; la concorrenza, per tenere il passo, è costreatta a fare altrettanto o fallire.<br />
Non nego che i paesi poveri stiano diventando consumatori di tecnologie e che allo stesso tempo questo crei posti di lavoro specializzato in occidente. Dopo l’istituzione del NAFTA (l’accordo nordamericano per il libero scambio), in effetti erano cresciuti sia gli Stati Uniti che il Messico. Non deve per forza essere un gioco a somma zero,  in cui uno perde e l’altro guadagna. Ma ci sono troppi fattori in gioco per attribuire tutti i meriti al liberismo. Sul piano globale poi bisogna fare i conti con la disponibilità delle risorse. Su questo pianeta non potranno mai vivere tutti con il tenore di vita degli americani. Il petrolio si esaurirebbe nel giro di pochi anni. Il neoliberismo vuole farci credere che a trarne vantaggio siano sia i paesi ricchi che quelli poveri, ma in un mondo di risorse limitate, tutto questo è utopico.<br />
Nel frattempo migliaia di posti di lavoro vengono trasferiti in Asia, dove c’è personale specializzato a basso costo. La concorrenza sana dei prodotti costringe le aziende ad essere più efficienti, al contrario la concorrenza malata del costo del lavoro, spinge fuori mercato le aziende locali e le piccole realtà che non delocalizzano. Diventa una forma di concorrenza sleale, dove lo sfruttamento è all’ordine del giorno e dove gli stipendi si riducono giorno dopo giorno. Ne risultano forti disuguaglianze sociali, la qualità del lavoro si abbassa a favore di una minore specializzazione e prodotti scadenti, a basso costo.<br />
La concorrenza sleale è il male moderno di un sistema economico già di per sé perverso. A farla franca sono i disonesti, che aprono società fittizie in paradisi fiscali per evadere il fisco. L’evasione legallizzata, così come il lavoro nero, sono una forma di concorrenza sleale a danno degli onesti, in una sorta di selezione naturale a favore della distruzione perpetua dell’ambiente e della società, da parte delle multinazionali del petrolio, del farmaco e della chimica.</p>
<p>Possiamo certamente concludere che:</p>
<p><strong>“Ogni forma di concorrenza sleale rallenta l’economia”.</strong></p>
<p>La forte immigrazione, spesso con ingressi illegali, e la disponibilità di manodopera a basso costo è un secondo fattore, che assieme alla delocalizzazione, contribuisce ad abbassare gli stipendi e aumentare la disoccupazione. L’immigrazione legale e specializzata, invece, è una ricchezza per un paese, da cui ne deriva soltanto crescita.</p>
<p>Adesso che abbiamo compreso questo, vediamo di uscire veramente dalla Matrix Economica.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.altraconsapevolezza.it/?feed=rss2&amp;p=478</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LA MATRIX ECONOMICA &#8211; UN’ECONOMIA PIU’ SANA (parte 5)</title>
		<link>http://www.altraconsapevolezza.it/?p=475</link>
		<comments>http://www.altraconsapevolezza.it/?p=475#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 09:48:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.altraconsapevolezza.it/?p=475</guid>
		<description><![CDATA[Puoi trovare molte altre cose che non vanno nell’economia: monopoli, cartelli, illegalità. Il mercato finanziario invece di sostenere l’economia, la degrada sempre più, con derivati, commodities che fanno salire il prezzo di beni essenziali come il pane. Salvataggi sempre a &#8230; <a href="http://www.altraconsapevolezza.it/?p=475">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Puoi trovare molte altre cose che non vanno nell’economia: monopoli, cartelli, illegalità. Il <img class="alignright" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTsj18_1NQCOPp1tFdtUYWNeS5sMB9umoB9dWRNuCM7ub4A6_WJ" alt="" width="182" height="276" />mercato finanziario invece di sostenere l’economia, la degrada sempre più, con derivati, commodities che fanno salire il prezzo di beni essenziali come il pane. Salvataggi sempre a favore degli speculatori, provocano ulteriori rialzi dei prezzi dei beni essenziali tramite la speculazione, nonostante il denaro per i beni reali scarseggi: la cosiddetta stagflazione. Gli agricoltori lasciano marcire la frutta perché il prezzo lo fanno i distributori, che fanno cartello e lasciano morire di fame i produttori.</p>
<p>I sistemi della truffa sono tanti, ma la regola fondamentale è una:</p>
<p><strong>“Tutto ciò che rallenta l’economia rende il denaro inutile e dannoso per la società”.</strong></p>
<p>Per avere un’economia sana si devono rimuovere gli ostacoli alla produzione, anche se questo vuole dire ristrutturare le basi del sistema economico stesso. Se non capiamo questo, continueremo a lottare contro un mostro invisibile e a dare la colpa alle persone sbagliate. Il denaro è nato con lo scopo fondamentale di favorire gli scambi e di conseguenza la produzione e la ricchezza, fare altrimenti e un crimine contro l’umanità.<br />
Questa è un’economia così folle che i boom vengono “fermati” dalla banca centrale riducendo l’emissione di moneta, a causa dello spauracchio dell’inflazione. Tutte le speculazioni e i dibattiti su occupazione, produzione e crisi, si riducono a quest’unica legge. Ma è facile perdersi in un labirinto di premesse giuste e conclusioni sbagliate. I media applaudono sempre le proposte per aumentare i posti di lavoro, anche quando a parità di benefici i costi sono maggiori. Stanno dimenticando che la vera ricchezza è la produzione e il resto è solo un problema di distribuzione. A parità di produzione potremmo lavorare tutti di meno e avere gli stessi benefici. Quindi non è creando lavoro che si risolve il problema dell’economia, ma aumentando la produzione e migliorando la distribuzione. Si tratta semplicemente di stabilire cosa favorisce il sistema economico e cosa lo ostacola, poi il sistema si regola di conseguenza. E’ questa la vera mano invisibile!<br />
Le strade sono molte, la regola è una.<br />
Un sistema economico senza interessi non solo è possibile ma è stato dimostrato e convalidato su larga scala dalla finanza islamica. L’emissione di moneta in mani pubbliche e non private, ci libererebbe dal giogo dei banchieri. Ci dicono che questo creerebbe inflazione, ma non succede quando l’emissione è vincolata alla produzione reale: se ci sono cinque mele e cinque dollari, le mele costano sempre un dollaro (salvo fluttuazioni momentanee), e quando le mele diventano 6 è sufficiente mantenere in circolazione 6 dollari. Sarebbe un’economia sana, dove prima si aumenta la produzione e poi si immette la moneta. Nella nostra società avviene il contrario: prima si “inietta” moneta attraverso il credito e poi, se tutto va bene, aumenta la produzione. Però se tutto va male, ci troviamo con l’inflazione.<br />
Lo stato potrebbe servirsi delle tasse sul denaro (non sulla produzione) per regolare la giusta quantità di circolante (gli introiti non entrano necessariamente nella spesa dello stato, si tratta semplicemte di un’attività di politica economica). Sarebbe un incentivo alla produzione, perché ogni volta che la produzione sale, occorre più circolante e le tasse diminuiscono. Qualcuno potrebbe insinuare che questo è pericoloso perché durante le crisi le tasse aumentano. Ma accade di peggio quando c’è crisi e le banche riducono il credito, proprio nel momento del bisogno. Un economia basata sulla produzione sarebbe in realtà molto più stabile e meno soggetta agli alti e bassi e sicuramente meno soggetta alle crisi.</p>
<p>Non vi piacerebbe vivere in un mondo come questo?</p>
<p>La Matrix Economica non ha forma e colore, eppure vi influenza ogni giorno. Ai vostri polsi non potete sentire o vedere catene e lucchetti, ma siete ugualmente schiavi.</p>
<p>E’ arrivato il momento di girare la chiave e riappropriarci del nostro denaro!</p>
<p>Fonti:<br />
(1) http://www.snb.ch/i/welt/portrait/banks/4.html<br />
(2) Aam Terra Nuova, Aprile 2011 – Schiavi delle Banche<br />
(3) http://www.businessweek.com/bwdaily/dnflash/content/aug2007/db20070826_875599.htm?campaign_id=rss_null<br />
(4) Wall Street journal, 20 ottobre 2003</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.altraconsapevolezza.it/?feed=rss2&amp;p=475</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>GOLDMAN SACHS GOVERNA IL MONDO</title>
		<link>http://www.altraconsapevolezza.it/?p=447</link>
		<comments>http://www.altraconsapevolezza.it/?p=447#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 19:48:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.altraconsapevolezza.it/?p=447</guid>
		<description><![CDATA[Da Wikipedia è stata rimossa una lunga lista coi nomi dei politici in conflitto con Goldman Sachs , a pochi giorni dall&#8217;insediamento di Monti, del cui legame con la banca d&#8217;affari hanno parlato anche i media. Tra gli italiani presenti &#8230; <a href="http://www.altraconsapevolezza.it/?p=447">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da Wikipedia è stata rimossa una lunga lista coi nomi dei politici in <img class="alignright" src="http://1.bp.blogspot.com/-oZvCkQ1w3qc/TsN2_tMw2KI/AAAAAAAAAwc/jpCxDwZbk-k/s400/monti+draghi+papademos.jpg" alt="" width="320" height="117" />conflitto con Goldman Sachs , a pochi giorni dall&#8217;insediamento di Monti, del cui legame con la banca d&#8217;affari hanno parlato anche i media.<br />
Tra gli italiani presenti e passati ci sarebbero: Romano Prodi, Gianni Letta, Padoa Schioppa, Lamberto Dini, Massimo Tononi.<br />
A distanza di un giorno dalla caduta di Berlusconi anche in Grecia è stato piazzato un primo ministro firmato Goldman Sachs: Lucas Papademos.<br />
L&#8217;attuale presidente della Banca Europea, Mario Draghi, è stato membro del management, mentre uno dei due maggiori finanziatori della campagna di Obama è sempre Goldman Sachs. Per essergli riconoscente, il presidente americano ha poi piazzato altri uomini della banca d&#8217;affari in punti chiave.<br />
prima si sono privatizzate le banche centrali, poi le aziende pubbliche, adesso vogliono privatizzare la democrazia.<br />
I banchieri non si nascondono più dietro ai governi: il più potente banchiere d&#8217;Italia, Corrado Passera, è stato nominato ministro, anche se nessuno lo ha mai votato.<br />
Non so se siamo vicini a un Nuovo Ordine Mondiale, ma la Goldman Sachs sarebbe senz&#8217;altro in grado di realizzarlo.</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/YQT-ObgSBsk" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>La pagina corrente su Wikipedia:<br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Goldman_Sachs" target="_blank">http://it.wikipedia.org/wiki/Goldman_Sachs</a></p>
<p>Lo storico delle modifiche:<br />
<a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Discussione:Goldman_Sachs&amp;action=history" target="_blank">http://it.wikipedia.org/&#8230;history</a></p>
<p>La discussione e le motivazioni riguardo la rimozione:<br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Discussione:Goldman_Sachs" target="_blank"> http://it.wikipedia.org/&#8230;Discussione:Goldman_Sachs</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.altraconsapevolezza.it/?feed=rss2&amp;p=447</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>FUTUROLOGIA: LA RIVOLUZIONE TECNOLOGICA</title>
		<link>http://www.altraconsapevolezza.it/?p=440</link>
		<comments>http://www.altraconsapevolezza.it/?p=440#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 22:09:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.altraconsapevolezza.it/?p=440</guid>
		<description><![CDATA[Ai nostri giorni quasi tutto il processo produttivo potrebbe essere sostituito dalle macchine, se non viene fatto è esclusivamente per una questione di costi. Pensiamo alle ripetitive attività manuali sui nastri trasportatori, all&#8217;inscatolamento, al trasporto di merce: ognuna di queste &#8230; <a href="http://www.altraconsapevolezza.it/?p=440">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://wwwdelivery.superstock.com/WI/223/1566/X1001/PreviewComp/SuperStock_1566-074821.jpg" alt="" width="350" height="263" />Ai nostri giorni quasi tutto il processo produttivo potrebbe essere sostituito dalle macchine, se non viene fatto è esclusivamente per una questione di costi. Pensiamo alle ripetitive attività manuali sui nastri trasportatori, all&#8217;inscatolamento, al trasporto di merce: ognuna di queste attività potrebbe essere svolta da tecnologie già esistenti. Teoricamente sarebbe possibile produrre un prodotto dall&#8217;inizio alla fine col solo ausilio di macchine, una volta fornite le materie prime. Con la robotica può essere automatizzato anche il trasporto: sono già state collaudate da Google con successo auto in grado di spostarsi nel traffico cittadino, senza umani a bordo.</p>
<p>L&#8217;agricoltura potrebbe essere totalmente automatizzata, secondo lo stesso principio. Se esistono veicoli così sofisticati da muoversi nel traffico, non vedo perché non potrebbero esistere trattori in grado di seminare o raccogliere la messe, una volta settati i confini sul dispositivo GPS.</p>
<p>Lo stesso vale per l&#8217;allevamento, il bestiame potrebbe essere totalmente gestito tramite sensori e dispositivi meccanizzati.</p>
<p>La tecnologia in futuro potrebbe consentirci di riciclare il cento per cento dei rifiuti, limitando l&#8217;estrazione praticamente a zero. Un&#8217;auto robotizzata potrebbe raccogliere i rifiuti cittadini, riconoscendo i raccoglitori tramite sensori, trasportandoli poi alla fabbrica più vicina per essere smistati e riutilizzati.</p>
<p>Lo sviluppo di nuove sorgenti energetiche permetterebbe di eliminare ogni limite riguardo ai consumi. In tal senso ci sono buone prospettive per quanto riguarda la fusione fredda.</p>
<p>L&#8217;unica attività umana non sostituibile consisterebbe nella riparazione e nella progettazione di macchine e robot, ma questa attività verrebbe limitata da una forte standarizzazione.</p>
<p>In un futuro non troppo lontano, in un simile contesto di risorse illimitate, non ci sarà più bisogno di denaro, in quanto non ci sarà scarsità. Nemmeno ci sarà bisogno di venditori, di contabili, di burocrati. Tutto potrà essere svolto dalle macchine, ad eccezione della ricerca e della consulenza medica o di poche altre eccezioni. L&#8217;uomo potrà dedicarsi ad attività più spirituali, allo studio, all&#8217;arte o ai viaggi. Non esisteranno più corruzione, furti o guerre, in quanto ognuno avrà ciò che vuole e quanto ne vuole. Non ci sarà inquinamento perché l&#8217;energia sarà pulita e il ciclo dei rifiuti chiuso.</p>
<p>Perché questo accada, tre passi sono necessari:</p>
<p>1. Lo sviluppo della robotica<br />
2. Un ciclo chiuso dei rifiuti<br />
3. Una nuova fonte energetica come la fusione fredda.</p>
<p>Solo allora la Rivoluzione Tecnologica avrà davvero inizio!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.altraconsapevolezza.it/?feed=rss2&amp;p=440</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>FUSIONE FREDDA: AVVIATA LA PRODUZIONE IN SERIE PER L&#8217;ENERGY-CATALYZER DI ROSSI E FOCARDI</title>
		<link>http://www.altraconsapevolezza.it/?p=435</link>
		<comments>http://www.altraconsapevolezza.it/?p=435#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 19:48:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.altraconsapevolezza.it/?p=435</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/V9rMz-wQ3Ac" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.altraconsapevolezza.it/?feed=rss2&amp;p=435</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>NEW YORK: ARRESTATI PER AVER CHIUSO IL PROPRIO CONTO CORRENTE</title>
		<link>http://www.altraconsapevolezza.it/?p=427</link>
		<comments>http://www.altraconsapevolezza.it/?p=427#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 23:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.altraconsapevolezza.it/?p=427</guid>
		<description><![CDATA[Una trentina di attivisti a New York hanno formato una coda all&#8217;interno di una filiale della Citibank per chiudere i propri conti correnti. Per non lasciar portare via i loro soldi, i dirigenti hanno pensato bene di chiudere dentro i &#8230; <a href="http://www.altraconsapevolezza.it/?p=427">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una trentina di attivisti a New York hanno formato una coda all&#8217;interno di una filiale della Citibank per chiudere i propri conti correnti. Per non lasciar portare via i loro soldi, i dirigenti hanno pensato bene di chiudere dentro i loro clienti e chiamare la polizia, facendoli arrestare.<br />
<br/><br />
<iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/c9_vk2Hsyf4" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
<br/><br />
<iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/RqGzQ4SzCAk" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.altraconsapevolezza.it/?feed=rss2&amp;p=427</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>IL NUOVO ORDINE MONDIALE, SECONDO H.G. WELLS</title>
		<link>http://www.altraconsapevolezza.it/?p=408</link>
		<comments>http://www.altraconsapevolezza.it/?p=408#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 23:34:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.altraconsapevolezza.it/?p=408</guid>
		<description><![CDATA[Il Nuovo Ordine Mondiale non è ciò che la maggior parte delle persone pensa che sia. Non è nemmeno una moda cospirazionista dell&#8217;era di internet, perché se ne iniziò a parlare ai tempi di Woodrow Wilson, dopo la Prima Guerra &#8230; <a href="http://www.altraconsapevolezza.it/?p=408">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Nuovo Ordine Mondiale non è ciò che la maggior parte delle <img class="alignright" src="http://listsoplenty.com/blog/wp-content/uploads/2010/01/Big-Brother.jpg" alt="" width="240" height="300" />persone pensa che sia. Non è nemmeno una moda cospirazionista dell&#8217;era di internet, perché se ne iniziò a parlare ai tempi di Woodrow Wilson, dopo la Prima Guerra Mondiale. Non è nemmeno un&#8217;invenzione, perché ne hanno parlato in lungo e in largo George H. W. Bush, Gorbachev, Tony Blair, Gordon Brown, Henry Kissinger e persino Tremonti e Napolitano. Ne parlano tink tank americani come il Consiglio per le Relazioni Estere, una delle lobby più potenti, e ne parlano intellettuali di tutto il mondo.</p>
<p>Quello che non dice mai nessuno è che esistono moltissime definizioni del termine, dato che ognuno lo ridefinisce secondo la propria visione del mondo. Ma in generale sono sempre presenti almeno due obiettivi:</p>
<p>- Un riassetto geopolitico attraverso un bilanciamento del potere<br />
- Un accentramento del potere verso organismi sovranazionali.</p>
<p>Il secondo punto è di norma limitato a questioni internazionali ben al di là del campo d&#8217;azione dei singoli stati e non si spinge sino all&#8217;idea di un governo globale.</p>
<p>Allora le cosiddette teorie &#8220;complottiste&#8221; hanno un fondamento? E se ce l&#8217;hanno da dove traggono origine?</p>
<p>Tra parentesi il termine “complottismo” è finito in cattiva luce proprio per via di un complotto atto a screditarlo, perché la storia è piena di complotti e non c&#8217;è niente di straordinario in tutto ciò.</p>
<p>Ma da dove ha origine l&#8217;idea di un governo mondiale, con una moneta unica mondiale e un esercito mondiale? Ho effettuato molte ricerche in questo senso e ho trovato un libro che pochi conoscono. E&#8217; dimenticato dal tempo, coperto dalla polvere di un secolo di storia. Questo testo non lo troverete in libreria e difficilmente lo potrete acquistare in lingua inglese, persino su internet. Per fortuna è scaricabile gratuitamente da questo link:</p>
<p><a href="http://www.voltairenet.org/IMG/pdf/Wells_New_World_Order.pdf">http://Wells_New_World_Order.pdf</a></p>
<p>L&#8217;autore non è uno sconosciuto ma è colui che molti definiscono il Padre della Fantascienza, H. G. Wells, l&#8217;autore de &#8220;La Guerra dei Mondi&#8221; o &#8220;La macchina del tempo&#8221;. Il titolo del libro in questione è proprio: &#8220;Nuovo Ordine Mondiale&#8221;, scritto nel 1939.</p>
<p>Non è da escludere che globalisti, mondialisti o socialisti anti-comunisti l&#8217;abbiano adottato come riferimento per la loro politica quando parlano di Nuovo Ordine Mondiale. Il sospetto viene vedendo l&#8217;abuso del termine, pronunciato da leader di tutto il mondo senza un contesto preciso, come se fosse una parola in codice, una sorta di segnale lanciato ad altri leader per dare ad intendere qual è la filosofia che appoggiano.</p>
<p>Questo libro ha qualcosa di molto sinistro a mio parere, e qualcosa si sta avverando. Se lo avessi letto 20 anni fa non lo avrei capito, se lo avessi letto 10 anni fa avrebbe avuto poco senso per me, ma se lo avessi letto 5 anni fa sarei riuscito a capirne poche frasi. Eppure è stato scritto quasi un secolo fa.</p>
<p>A tratti sembra parlare di ciò che sta succedendo, dopotutto è stato scritto proprio sul finirire di una grande crisi, per molti aspetti simile alla nostra. Poi viene descritto un mondo occidentale, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, abituato a una pace e una calma ininterrotta. Lo stesso si può dire oggi, perché nonostante le guerre combattute in altre parti del mondo, è dalla Seconda Guerra Mondiale che la società occidentale non conosce sconvolgimenti, guerre o carestie. La gente non è più abituata a cose simili, è così abituata al benessere che non sa neanche più di averlo. E&#8217; avvezza alla televisione, ai programmi e alle mode più sciocche e inutili, ai discorsi di gossip, alle futili passeggiate nei centri commerciali o alle discussioni su TV e amici. Nessuno è più abituato ai colpi di cannone, ai militari appostati davanti casa, o ai feroci assalti per accaparrarsi un pezzo di pane.</p>
<p>Per quanto strano possa sembrare, è proprio questo ciò che il Nuovo Ordine Mondiale si prefigge di scongiurare. Che sia un governo mondiale o meno, che si usi la forza o la persuasione, che le persone vengano dotate di microchip o no.</p>
<p>Il problema secondo Wells è che le distanze si sono accorciate e stiamo entrando in un mondo globalizzato. I metodi del passato non funzionano più nel Nuovo Mondo. Ci sono forze distruttive in gioco, che nel caso di una Terza Guerra Mondiale significherebbero la fine della razza umana.</p>
<p>Wells scrive:</p>
<p>&#8220;A parte il costante e infausto sviluppo dell&#8217;industria degli armamenti, ci sono altre più profonde forze in gioco, che preannunciano disordini&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il primo gruppo di queste forze è ciò che le persone usano chiamare &#8216;abolizione delle distanze&#8217; e &#8216;cambio di scala&#8217; nelle questioni umane&#8221;.</p>
<p>&#8220;La vita umana non può continuare, con le città dei maggiori stati del mondo a un&#8217;ora di distanza per una bomba dai propri confini, oltre ai quali un attacco può venire preparato e operazioni segrete possono essere svolte senza alcun controllo&#8221;.</p>
<p>Un ulteriore ragione per instaurare un governo mondiale è di tipo ecologista. Non è facile gestire l&#8217;economia e la politica di ogni singolo stato verso una direzione comune.</p>
<p>&#8220;Del tutto a parte dalla guerra, il nostro pianeta sta venendo sciupato e disorganizzato&#8221;.</p>
<p>&#8220;La manifesta necessità di un qualche tipo di controllo mondiale collettivista per eliminare le guerre e la più sottovalutata necessità per un controllo collettivo della vita economica e biologica della specie umana, sono aspetti dello stesso processo&#8221;.</p>
<p>La parola “collettivismo” è dallo stesso Wells definita come:</p>
<p>&#8220;La gestione degli affari comuni dell&#8217;uomo da parte di un sistema di controllo responsabile per l&#8217;intera comunità&#8220;.</p>
<p>Il Nuovo Ordine Mondiale di Wells potrebbe essere concepito come un governo socialista globale, con peculiarità che vedremo in seguito. Distinto però da un sistema comunista, che sottintende un concetto di uguaglianza del tipo &#8220;da ciascuno secondo le sue capacità e a ciascuno secondo i suoi bisogni&#8221;. Nel socialismo invece “ognuno riceve in base a quanto dà”, anche se è il governo centrale a gestire il potere per conto del popolo.<br />
Nel comunismo è anche insita l&#8217;idea della &#8220;guerra di classe&#8221; tra proletariato e capitalismo.<br />
Si tratta di concetti così diversi,  che l&#8217;opera di Wells risulta essere un&#8217;accanita critica al comunismo.</p>
<p>&#8220;L&#8217;idea della guerra di classe è un groviglio e una perversione della spinta mondiale verso un collettivismo mondiale, una dispendiosa malattia del socialismo cosmopolita&#8221;. (nda: &#8220;cosmopolita&#8221; probabilmente nel senso di &#8220;mondiale&#8221;)</p>
<p>Riassumendo, il Nuovo Ordine Mondiale è secondo Wells l&#8217;unica soluzione per una pace globale duratura e per affrontare problemi di tipo sociale ed ecologista. Ma il problema si è posto solo ora,  col sopraggiungere di forze distruttive come la globalizzazione (che Wells con molta lungimiranza chiamava &#8220;accorciamento delle distanze&#8221;), lo sviluppo tecnologico e degli armamenti, e infine il crescente scontento giovanile per la disoccupazione:</p>
<p>&#8220;La disoccupazione giovanile è uno dei fattori principali per la destabilizzazione politica generale&#8221;.</p>
<p>&#8220;Vedrai man mano in maniera più convincente che è principalmente attraverso questa massa crescente di desiderio non appagato che le forze distruttive si manifesteranno&#8221;.</p>
<p>Questo è a dir poco profetico, se letto nell&#8217;ottica delle proteste che stanno accadendo in tutto il mondo occidentale. Questo è uno di quei punti, che come dicevo all&#8217;inizio dell&#8217;articolo, non avrei compreso sino in fondo dieci o venti anni fa.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://4.bp.blogspot.com/_H44IkuSV9qQ/R6xdDJYJq1I/AAAAAAAAC9c/EJ2E3PI7G08/s200/hgwells_nwo.jpg" alt="" width="132" height="200" />La soluzione che propone è una sorta di avvertimento:</p>
<p>&#8220;L&#8217;abolizione delle distanze, l&#8217;enorme incremento della potenza disponibile, cause primarie di tutti i nostri problemi, hanno improvvisamente reso quello che una volta era un sistema di lavoro tollerabile&#8230; estremamente dannoso e dispendioso, al punto che minaccia di distruggere e esaurire il pianeta completamente&#8230; Solo una totale collettivizzazione degli affari umani può arrestare questa disordinata auto distruzione della specie umana&#8221;.</p>
<p>Questo significa la demolizione completa della sovranità nazionale.</p>
<p>Infatti:</p>
<p>&#8220;E&#8217; il sistema dell&#8217;individualismo nazionalista e dell&#8217;impresa non coordinata il male del mondo, ed è l&#8217;intero sistema che deve cambiare. Esso deve essere revisionato nelle fondamenta o rimpiazzato&#8221;.</p>
<p>&#8220;Noi stiamo vivendo alla fine di un preciso momento della storia, quello degli stati sovrani&#8221;.</p>
<p>Ma gli Stati non devono essere realmente cancellati dalla mappa, devono semplicemente essere resi inutili o privati del potere. La cospirazione deve essere lenta e silenziosa e concretarsi in una sorta di federazione mondiale:</p>
<p>&#8220;Consideriamo per un momento se questa parola &#8216;Federazione&#8217; è di qualche valore nell&#8217;organizzare la Rivoluzione Occidentale. Io suggerirei di sì. Penso che possa essere un mezzo di rilassamento mentale per molte persone che altrimenti sarebbero rimaste pigramente resistenti a ogni tipo di cambiamento&#8221;.</p>
<p>Si tratta di succhiare pian piano il sangue a ogni stato e convogliare il potere nelle mani di pochi. Suona famigliare? L&#8217;Unione Europea vi dice niente? E L&#8217;ONU?</p>
<p>Ma adesso viene il bello:</p>
<p>&#8220;Questa grande unione è per avere un&#8217;unione monetaria e un&#8217;unione economica senza frontiere&#8221;.</p>
<p>&#8220;Per l&#8217;Unione Federale questo significa un&#8217;identica vita economica in tutta l&#8217;Unione&#8221;.</p>
<p>Ehi, non è che sta parlando dell&#8217;Euro? Davvero profetico!</p>
<p>&#8220;Federazione significa praticamente socialismo uniforme all&#8217;interno dei limiti federali, conducendo, man mano che gli stati vengono incorporati, a un socialismo mondiale&#8221;.</p>
<p>Il paragone col processo di ingresso nell&#8217;Unione Europea di nuovi stati membri è ancora una volta calzante. Citando un altro libro, Wells arriva persino a parlare di &#8220;Stati Uniti d&#8217;Europa&#8221; e più avanti afferma:</p>
<p>&#8220;Sarebbe di gran lunga più facile creare gli Stati Uniti del Mondo&#8230; che mettere assieme il cosiddetto continente d&#8217;Europa in una sorta di unione&#8221;.</p>
<p>Ma come attuare il piano, che tipo di rivoluzione è necessaria?</p>
<p>&#8220;Possiamo usare quella che si può definire una &#8216;Rivoluzione Cospirativa&#8217;, nella quale un certo numero di persone comincia a organizzare le forze del disconforto e del risentimento e ad allentare la presa dei governi, per portare a un cambiamento radicale nel sistema&#8221;.</p>
<p>Wells non fa riferimento ad alcuna &#8220;esplosione&#8221; o &#8220;colpo di stato&#8221;, si tratta di un &#8220;differente tipo di rivoluzione&#8221;, che deve cominciare nelle scuole:</p>
<p>&#8220;Uno può chiamarla propaganda, ma in realtà è educazione. La fase di apertura di questo nuovo tipo di rivoluzione deve implementare una campagna per rinvigorire e modernizzare il sistema educativo&#8221;.</p>
<p>La rivoluzione deve basarsi su tre fattori chiave:</p>
<p>&#8220;Il triangolo del Socialismo, della Legge e della Conoscenza&#8221;.</p>
<p>Deve essere un nuovo tipo di socialismo, diretto e pianificato scientificamente, al fine di portare la pace nel mondo. Il processo intermedio però non sarà altrettanto pacifico:</p>
<p>&#8220;Innumerevoli persone&#8230; odieranno il Nuovo Ordine Mondiale, saranno rese infelici dalla frustrazione delle loro passioni e ambizioni attraverso il suo avvento e moriranno protestando contro di esso. Quando tentiamo di stimarne le promesse [del Nuovo Ordine Mondiale], dobbiamo considerare il dolore di circa una generazione di malcontento&#8221;.</p>
<p>Il Nuovo Mondo sarà nonostante tutto democratico, libero e pacifico.</p>
<p>&#8220;Alcune persone immaginano la pace mondiale alla fine di questo processo. La collettivizzazione sarà superata e un vagamente concepito regno della legge ripristinerà e sosterrà la proprietà, la cristianità, l&#8217;individualismo e ogni cosa alla quale le persone rispettabili e prosperose sono abituate&#8221;.</p>
<p>&#8220;In questo studio della via verso la pace mondiale, io metto la libertà di espressione e una vigorosa pubblicazione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Più le cose sono collettivizzate, più è necessario un sistema legale che rappresenti i Diritti dell&#8217;Uomo&#8230; Più funzioni il governo controlla, più c&#8217;è bisogno di leggi protettive&#8221;.</p>
<p>Tutte mete nobili, al costo di una dolorosa rivoluzione. Ma per Wells non c&#8217;è motivo per indugiare, perché non c&#8217;è alternativa che il fallimento, a causa delle forze distruttive di cui sopra.</p>
<p>&#8220;La sola alternativa è una decadente anarchia&#8221;.</p>
<p>&#8220;La collettivizzazione è la sola alternativa al brigantaggio universale e al collasso sociale&#8221;.</p>
<p>Il Nuovo Mondo non deve solo avere un governo mondiale e una moneta unica&#8230; deve anche avere un esercito mondiale, per instaurare quella che Wells definisce la &#8220;World Pax&#8221;.</p>
<p>&#8220;Egli continuò col chiedersi che cosa era necessario per gli stati e le nazioni per garantire la stessa beata immunità dalla violenza e dal saccheggio, e gli sembrò del tutto ragionevole rispondere dicendo &#8216;una polizia internazionale&#8217;&#8221;.</p>
<p>Questo è quasi tutto quello che sappiamo su come sarà il Nuovo Ordine Mondiale. Wells non dice molto per non essere considerato utopista, così il suo è più un manuale pratico per mettere in atto la Grande Rivoluzione. Ma alcuni particolari riguardo al dopo, come il Partito Unico, se li lascia sfuggire:</p>
<p>&#8220;Dal momento che non esiste più opposizione, l&#8217;opposizione dei partiti dovrebbe essere soppiantata dal criticismo individuale dei ministeri, e invece di cacciare i governi dovremmo cacciare i fallimenti amministrativi individuali&#8221;.</p>
<p>Si tratta di un sistema democratico, dove ad essere votati sono gli individui e non i partiti, che non esistono più. Per cui non ha nemmeno senso parlare di partito unico. Si tratta anche di un sistema partecipativo dove ogni cittadino ha voce in capitolo.</p>
<p>Poi svela qualcosa sul sistema economico:</p>
<p>&#8220;La moneta sarà emessa in relazione alla produzione della comunità in ritorno al lavoro offerto. Non ci sarà più ragione per andare in città per un prestito come non ci sarà per andare all&#8217;Oracolo di Delfi per un consiglio&#8221;.</p>
<p>E ancora prevede:</p>
<p>&#8220;Lo sviluppo di una polizia ad hoc sul disarmo globale che avrà come punto di forza i cieli&#8221;</p>
<p>&#8220;Una coscrizione obbligatoria per un certo periodo della vita adulta&#8221;. Questo perchè continueranno ad esistere &#8220;servizi necessari che in nessun modo possono essere resi attrattivi come occupazione normale per l&#8217;intero arco della vita&#8221;.</p>
<p>Molte idee interessanti, non del tutto sbagliate al di fuori del contesto di un governo mondiale socialista.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.comune.noventadipiave.ve.it/upload/documenti_bib/wells1.jpg" alt="" width="180" height="170" />Un personaggio come Wells deve aver influenzato molti circoli e molti pensatori. Non sappiamo se il &#8220;Nuovo Ordine Mondiale&#8221; di cui parlano i nostri politici sia questo o qualcosa di più soft. Il mondo è certamente cambiato ed è ogni giorno più simile a quello di Wells. Lui stesso diceva che il cambiamento non sarebbe stato repentino, ma avrebbe richiesto tempo.</p>
<p>&#8220;Non ci sarà un giorno dei giorni in cui il Nuovo Ordine Mondiale sarà instaurato. Passo dopo passo, un po&#8217; qui e un po&#8217; là, esso arriverà&#8230; Nessun uomo o gruppo sarà mai scelto come suo Padre o Fondatore&#8221;.</p>
<p>E così ci hanno fatto accettare l&#8217;ONU, la Banca Mondiale, Il Fondo Monetario Internazionale, il WTO, l&#8217;Unione Europea, il Trattato di Lisbona&#8230; quale sarà ora il prossimo passo?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.altraconsapevolezza.it/?feed=rss2&amp;p=408</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

