Archive for September, 2008

CANCRO, SE LO CONOSCI LO EVITI

Wednesday, September 24th, 2008

Su un argomento di simile portata farei un buco nell’acqua, se cominciassi a parlarvi delle solite cure miracolose, su cui anch’io, lo confesso, nutro dello scetticismo. Per questo mi limiterò a riportare le dichiarazioni di un premio nobel: Otto Warburg, lo scopritore della riboflavina (la vitamina B2), che nel 1931 vinse il nobel per la medicina, descrivendone il meccanismo di azione. In quello stesso anno fece una scoperta piuttosto scioccante, che stranamente passò inosservata. Ai nostri giorni si spendono milioni di dollari per trovare la causa del cancro, eppure lui, quasi un secolo fa, ebbe l’ardito coraggio di affermare d’aver trovato una spiegazione all’annoso dilemma.
La risposta starebbe infatti nel meccanismo estremo di sopravvivenza della cellula. Quando la carenza di ossigeno compromette la respirazione cellulare, il metabolismo viene modificato nella fermentazione. Tutto ciò che impedisce la respirazione è dunque un cancerogeno e anche tutto ciò che non è biocompatibile potenzialmente lo è. Quanto Otto Warburg afferma è disponibile in rete in questa trascrizione della conferenza che tenne a Lindau, in Germania, nel 1966:

http://healingtools.tripod.com/primecause1.html

Questo paragrafo è la chiave di volta:

<<Cancer, above all other diseases, has countless secondary causes. But, even for cancer, there is only one prime cause. Summarized in a few words, the prime cause of cancer is the replacement of the respiration of oxygen in normal body cells by a fermentation of sugar>>.

Traduco:

<<Il cancro, ancor più che per altre malattie, ha una serie illimitata di cause secondarie. Ma, anche per il cancro, c’è una causa primaria. Riassumendo in poche parole, la prima causa del cancro è la sostituzione della respirazione dell’ossigeno nelle normali cellule del corpo con la fermentazione dello zucchero>>.

Farmaci, alimentazione e stress potrebbero quindi avere un peso fondamentale nella prevenzione. Scorie e acidi si depositano col tempo nel nostro corpo e lo stress conduce a ulteriore acidosi; quando raggiungiamo i sessant’anni il nostro organismo è così mal ridotto che il meccanismo di rifornimento e smaltimento s’impantana e le cellule subiscono un processo di anaerobiosi irreversibile. Se vi aggiungiamo sostanze chimiche tossiche di ogni sorta, presenti ovunque nella società moderna, possiamo anticipare tutto di un bel po’ di anni.

Nel 1937 il professor P.G. Seeger fece un esperimento interessante: ritrasforò delle cellule neoplastiche in cellule normali, dopo averle sottoposte ad elevate pressioni di ossigeno. Goldblatt e Cameron riuscirono invece a provocare il cancro, riducendo la presenza di ossigeno nei tessuti.

Un’ulteriore conferma della tesi di Warburg ci arriva dal premio nobel Von Euler, il quale avrebbe scoperto nelle cellule del sarcoma quantità troppo basse degli enzimi necessari alla respirazione cellulare.

Se le cose stanno in questi termini, il cancro non è necessariamente un problema localizzato. Senza prendere in considerazione la salute dell’individuo nel complesso è impossibile risolvere definitivamente il problema. Non mi riferisco solo alle metastasi, ma anche ai nuovi tumori che spesso ricompaiono a distanza di tempo, dopo interventi chirurgici di successo.

Radioterapia e chemio riducono letteralmente a brandelli un corpo già debilitato in partenza. La storia di queste due terapie è di per sé un fallimento. Non ci vuole un genio per capirlo, basta osservare il numero di morti.

Che fare allora? Beh ci sono moltissime cose che si possono fare e la miglior cura è sicuramente la prevenzione.

Fonti:

Lecture at the meeting of the Nobel-Laureates on June 30, 1966 at Lindau, Lake Constance, Germany by Otto Warburg

Un futuro senza cancro, Jean-Claude Alix

OMEOPATIA ALLA RIBALTA: LO STRANO CASO DI EMILIO DEL GIUDICE E JACQUES BENVENISTE

Sunday, September 21st, 2008

La meccanica quantistica potrebbe avere qualcosa a che fare con l’omeopatia. Emilio del Giudice, scienziato di fama internazionale presso l’Istituto di Fisica Nucleare di Milano, non lo nega. Noto per lo studio sulla fusione fredda commissionato nel 2001 dal nobel Carlo Rubbia, allora presidente dell’ENEA, ha anche condotto ricerche con Giuliano Preparata, deceduto misteriosamente nel 2000, sul fenomeno della memoria dell’acqua, nell’ambito della CQED (Coerenza elettrodinamica quantistica). Secondo questa teoria esistono domini di coerenza nell’universo, in grado di allineare i campi elettromagnetici. Questo potrebbe dare un fondamento scientifico alla dinamizzazione omeopatica, in quanto le molecole di acqua conserverebbero una geometria molecolare correlata agli elementi chimici con cui entrano in contatto. [1] Questi domini di coerenza hanno una dimensione di decine di micron, in cui milioni di molecole oscillano all’interno di un campo elettromagnetico di tipo coerente, protetto da legami di idrogeno con entropia costante all’interno. [2]
Emilio Del Giudice, quando parla di queste cose, sta evidentemente parlando di fenomeni già noti a Jacques Benveniste, il medico francese che diluendo una soluzione contenente anticorpi anti-ige (specificha proteina prodotta dai globuli bianchi come difesa), si accorse che superata una certa soglia l’effetto sui basofili (un particolare tipo di globuli bianchi) ricominciava ad aumentare. Il principio attivo non avrebbe dovuto agire per l’esiguo numero di molecole presenti, ma Benveniste aveva scoperto quello strano fenomeno che poi chiamò “Memoria dell’acqua”. Questo segnò la sua fine come scienziato, dato che le aziende farmaceutiche tagliarono tutti i fondi, i giornali iniziarono una campagna diffamatoria nei suoi confronti e nessuno pubblicò più i suoi articoli scientifici. [3]
Persecuzione ormai famigliare a chi oggi pratica l’omeopatia per mestiere. Eppure sono molti gli scienziati o i medici pronti a sostenere l’assoluta efficacia dell’omeopatia, come potete constatare voi stessi leggendo l’appello che segue, sottoscritto da medici e ricercatori:

http://www.amnco.it/server/universitari.pdf

[1] E. Del Giudice, G. Preparata, G. Vitiello, Physical Review Letters, 29 agosto 1988

[2] R.Arani, I. Bono, E. Del Giudice, G. Preparata, Int. J. Of Mod. Phys. (1995) 1813 ed anche G. Preparata QED & Medicine – Proceedings meeting del 14.12.1999 Univ. Roma La Sapienza

[3] La mia verità sulla memoria dell’acqua, Jaques Benveniste

CHI HA DETTO CHE LA VERSIONE UFFICIALE SULL’11 SETTEMBRE NON FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI?

Friday, September 19th, 2008

Dove sono i resti del Boeing 757 precipitato sul Pentagono?

Perché i video delle 86 telecamere di servizio attorno al Pentagono non ci sono stati mostrati? Che cosa c’è da nascondere?

Come hanno fatto le Torri Gemelle a venire giù a una velocità di caduta libera?

Se un Boeing 757 non è tanto piccolo da passare nel foro praticato sul Pentagono, che cos’è stato a entrare?

Se Frank De Martini, manager durante la costruzione del World Trade Center, ha garantito che l’edificio avrebbe retto all’impatto di più aerei di linea, perché tutto questo non è avvenuto?

Perché sul sito dell’FBI Bin Laden continua a essere ricercato per numerosi attentati, ma non per l’11 settembre? Mancano forse le prove?

http://www.fbi.gov/wanted/terrorists/terbinladen.htm

NON CREDETE ALLE FAVOLE SULL’AIDS

Sunday, September 14th, 2008

Secondo il nobel per la chimica Kary B. Mullis e Peter H. Duesberg, uno dei più grandi retrovirologhi di tutti i tempi, non esiste alcuna prova scientifica che l’HIV provochi l’AIDS. La Sindrome da Immuno-Deficienza Acquisita è il risultato di almeno 30 malattie pre-esistenti, e lo stesso termine “sindrome” denota una serie di manifestazioni, più che l’origine. Esistono casi di sieropositività che non contraggono mai l’AIDS e casi di AIDS che non presentano il virus dell’HIV. Questi ultimi vengono rinominati come “ICL” (Linfocitopenia CD4 Idiopatica). I casi ufficiali documentati sono 4621. Nessuna malattiva virale conosciuta si manifesta in maniera tanto bizzarra, violando le leggi di Robert Koch, base della moderna microbiologia. In particolare la prima:

- Il microrganismo deve essere presente costantemente negli individui malati

E la terza:

- Reinoculato in un organismo sano deve riprodurre la malattia iniziale.

Ma per i due “scopritori”, il professor Gallo e Luc Montagnier, forse contavano di più le cure e i brevetti, che come sappiamo portarono i francesi a intentare causa contro il governo degli Stati Uniti, per potersi spartire l’immenso profitto.

Bibliografia:
- “AIDS, il virus inventato” di Peter H. Duesberg
- http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Koch
- “Virus, l’invenzione della realtà, il caso AIDS” di Garabombo delle Risse