TUTTO QUELLO CHE SAI SULLE BANCHE É FALSO
Saturday, October 25th, 2008Perché tanti stereotipi sul sistema bancario? Chi li mette in circolazione? Come stanno realmente le cose?
Cercherò oggi di sfatare alcuni dei luoghi comuni più diffusi e radicati.
Per cominciare, è opinione assai diffusa che la Banca D’Italia sia pubblica. Allora perché la maggioranza degli azionisti è privata? La legge di riforma bancaria del 1936 definisce Banca D’Italia “istituto di diritto pubblico”, ma di fatto è privata, come potete constatare dal link sottostante:
http://www.bancaditalia.it/Partecipanti.pdf
Molti credono che sia lo stato, attraverso la zecca, a stampare le banconote. Come riportato sul sito della Banca D’Italia, allo stato compete solo l’emissione di moneta, le banconote cartacee sono invece di competenza della banca centrale.
http://www.bancaditalia.it/bancomonete
http://www.bancaditalia.it/changeover
Il secondo link porta ad una pagina in cui si legge: “Nel corso dell’anno 2001 fino al 31 dicembre sono stati prodotti dalla “Stamperia” della Banca d’Italia i quantitativi di banconote necessari per la prima emissione, mentre lo “Stabilimento” dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ha coniato le monete in euro”.
Convinzione assai diffusa è che il denaro sia ancora convertibile in oro. In Italia non lo è più dal 1936 e il dollaro non lo è più dal 1971.
http://www.bancaditalia.it/1936
Come si può leggere al link sopra: “A metà degli anni Trenta le tensioni che avrebbero portato al nuovo conflitto mondiale si manifestarono sul piano monetario e valutario nella cessazione di fatto della convertibilità della lira in oro e nella sospensione dell’obbligo della riserva aurea (che non verrà più ripristinato)”.
I “negazionisti” sostengono che il signoraggio non esista, dimostrando di non sapere nemmeno di cosa stanno parlano. La Banca D’Italia infatti non nega il signoraggio, il punto è un altro: ovvero la definizione da dare al termine. (ma a questo argomento dedicherò uno dei miei prossimi articoli).
http://www.bancaditalia.it/signoraggio
Il reddito da signoraggio deve, in ogni caso, essere piuttosto cospicuo, se la Banca degli Accordi Internazionali (BIS) è arrivata a sostenere che l’euro alla Svizzera non conviene per la perdita di reddito da signoraggio.
Al link sopra si legge:
“Such a development would entail the loss of seigniorage income. With a monetary base of about 40 billion francs”.
Traduco:
“Un tale sviluppo comporterebbe un perdita del reddito da signoraggio, con una base monetaria di circa 40 miliardi di franchi”.
Altro aspetto difficile da far digerire alle persone è come la banca in cui versiamo normalmente i nostri soldi sia in grado di creare moneta dal nulla. Eppure sul sito della Banca Centrale Svizzera si afferma quanto segue:
“Le banche ricevono il denaro dei risparmiatori per prestarlo ai debitori. Con quest’attività di intermediarie del credito, le banche creano nuova moneta”.
Più avanti c’è pure un esempio:
“…la banca le presta 16′000 dei 20′000 franchi che il risparmiatore ha versato. L’importo è accreditato sul conto dell’impresa. Cosa significa questo per la quantità di moneta? Sul conto del risparmiatore continuano a figurare 20′000 franchi. L’impresa debitrice dispone di 16′000 franchi. La quantità di moneta è quindi aumentata di 16′000 franchi”.
Questa è la pagina:
A voi le conclusioni!
produzione. Questo ridurrebbe l’inflazione praticamente a zero. La moneta dovrebbe essere saldamente ancorata al sistema produttivo e non agli abracadabra speculativi della borsa, così da avere crisi solo a fronte di reali cali produttivi o aumenti di costi, quali l’estrazione del petrolio. Eppure ai giorni nostri le crisi ci colgono in maniera inaspettata, paiono non avere alcun legame con la produzione. Un calo produttivo dovrebbe precedere la crisi, molto spesso invece la segue. Sono anomali i fattori che regolano il mercato reale, troppo spesso speculativi, ma immancabilmente parliamo di debiti e globalizzazione.
non solo il trono inglese ma anche quello di Canada, Australia, Nuova Zelanda e altri 12 paesi.
perché secondo loro non viene sfruttata la fusione fredda. Non riceverete mai la stessa risposta:
va avanti, in Italia si stanno conducendo esperimenti ben più sconcertanti. L’equip indipendente di una nota università sta portando alla luce una nuova possibilità energetica per l’umanità. “Abbiamo bucato una lastra d’acciaio di dieci centimetri di spessore” ha dichiarato il ricercatore, “e vaporizzato 65 metri cubi d’acqua in meno di mezzo secondo!”