Archive for May, 2009

I MILITARI DELLA MENTE E GLI INTERROGATORI DEL TERRORE

Tuesday, May 26th, 2009

Non esiste un confine chiaro tra interrogatori militari, brutali trattamenti della mente ed esperimenti mentali; è un territorio labile, segnato solo da ingenti flussi di denaro, e troppo spesso attraversato da “dottori della mente”, che fanno la spola tra cliniche e centri di detenzione. E’ un dato di fatto che molti psicologi abbiano collaborato con la CIA e i reparti militari negli interrogatori e nello sviluppo di tecniche di deprivazione del sonno, di umiliazione sessuale, per non parlare del famigerato waterboarding (annegamento simulato) e del probabile uso di sostanze psico-attive. Le pratiche si sono diffuse anche in Afghanistan e in Iraq, nel carcere di Abu Ghraib. L’APA ha permesso ai suoi membri di partecipare agli interrogatori sino al 2008, sostenendo che la loro presenza rendeva gli interrogatori più sicuri. Una decisione che ha lasciato molti allibiti, tra cui lo psicoanalista Steven Reisner che ha commentato: “Dobbiamo seriamente chiederci che cosa siamo in quanto organizzazione”. Il solo obiettivo sembrava essere diventato il denaro, che nelle tasche di Jessen e Mitchell entrava al ritmo di 1000 dollari al giorno, in cambio della loro esperienza nella supervisione di tecniche per l’estorsione di preziose informazioni sugli attentati dell’11 settembre. [1]
Può sembrare raccapricciante, ma mai quanto è successo negli stessi ospedali psichiatrici o in molte università, che si sono prestate a sperimentazioni di tipo militare. Nel 1994 un ufficio contabile del governo degli Stati Uniti ha reso noto che in 15 strutture del Nord America su 80 si conducevano ricerche clandestine e tra queste c’erano il Psychopathic Hospital di Boston e l’Università McGill di Montreal. I fondi partivano quasi certamente dalla CIA e giungevano a destinazione tramite agenzie federali, ma è agghiacciante notare come molte delle tecniche sviluppate con la sperimentazione siano collegate ai metodi di interrogazione usati poi a Guantanamo e in altri centri di detenzione. [2]
C’è di peggio: molte pratiche spacciate oggi come “cure” non sono così diverse dalle tecniche usate a livello militare. Al Vermont State Hospital, una delle cliniche implicate nelle sperimentazioni, si sottoponevano i pazienti a elettroshock ripetuti e a sostanze psico-attive. Dopotutto si tratta delle stesse tecniche usate in ogni parte del mondo! (Gli stessi uomini implicati nell’operazione erano poi gli stessi che continuavano a spacciarsi per terapisti).
Molte cliniche per malati di mente sembrano campi di prigionia. Pazienti legati ai letti, grida disumane e grandi quantità di sostanze psicotrope. Su internet circola un video sconvolgente, registrato con un cellulare in una scuola per disabili mentali: il Corpus Christi, in Texas. Il video, che ha condotto a sei arresti, mostra gli abusi nei confronti di pazienti, costretti a lottare tra di loro. [3]
Non è chiaro il ruolo dei “dottori della mente” ai giorni nostri, considerati i continui fallimenti e le tecniche barbariche. Più chiaro è invece il ruolo del denaro e l’interesse militare per il controllo della mente. Altrettanto chiaro è il fatto che intorno alla commercializzazione di psicofarmaci ruotino cifre enormi e che la stigmatizzazione possa far comodo a molti governi, perché dopotutto… chi potrà mai credere a un pazzo?

[1] http://www.foxnews.com/…
[2] http://www.rutlandherald.com/…
[3] http://www.corriere.it/esteri…

IL TIMES: “IL GRUPPO BILDERBERG SI INCONTRA IN GRECIA”

Thursday, May 14th, 2009

Magnati della finanza, politici di tutto il mondo e banchieri si incontrano quest’oggi a Vouliagmeni, in Grecia, località prescelta per il consueto incontro a porte chiuse: il Bilderberg è qui per discutere della crisi e di altri temi caldi, ma nessun giornalista ha accesso alla sala. Il Times è uno dei pochi media ad aver annunciato l’evento, citando Daniel Estulin, il giornalista investigativo russo, spesso in grado di anticipare i fatti, grazie alle soffiate di appartenenti ai servizi segreti. Ora sarebbe entrato in possesso di un booklet riservato ai frequentatori del meeting, in cui si delineano due opzioni possibili per l’attuale crisi economica: “Una prolungata, agonizzante depressione che condannerà il mondo a decadi di stagnazione, declino e povertà, oppure un’intensa ma breve depressione che aprirà la strada per un nuovo e sostenibile ordine economico mondiale, con meno potere alle nazioni ma più efficienza”. [1]
Un altro whistleblower assai noto, Alex Jones, si reca ogni anno ai meeting assieme alla propria troupe con tanto di megafono, per “disturbare” il manovratore. Allontanati dalle guardie riescono comunque a riprendere da dietro i cespugli i volti noti della politica e della finanza, senza che la televisione racconti nulla di questi vertici. Forse è per questo che alcuni giorni fa sono stati rimossi da Youtube tutti i video di Alex Jones. Secondo il colosso si sarebbe trattata di una violazione di copyright, in quanto in uno spettacolo Alex mostra un ritaglio di giornale. Se le cose stessero così, dovrebbero sospendere tutte le rassegne stampa che mandano in onda al mattino! Che assurdità! Ma non è finita qui: quando Alex Jones ha ricreato uno user (mi sono subito re-iscritto anch’io), lo user è nuovamente stato sospeso! Ma questa volta non c’è stata spiegazione. In segno di protesta, centinaia di utenti hanno cominciato a ricaricare i video di Alex che sono subito schizzati in vetta alle classifiche. [2] Il ricco padrone forse ha fatto male i calcoli e non si è reso conto che le sue talpe e i suoi commentatori professionisti sono poche migliaia, rispetto al popolo di internet assai più numeroso. Una guerra già persa in partenza!

Fonti:
[1] http://www.timesonline.co.uk/…
[2] http://www.infowars.com/…

LUCE SULL’11 SETTEMBRE: LE PROVE ADESSO CI SONO!

Friday, May 1st, 2009

C’è una teoria del complotto sull’11 settembre che è da moltissimo tempo che circola ed è così pazzesca che ci vuole uno sforzo tremendo per crederci. Secondo questa teoria la cospirazione sarebbe partita da 19 giovani arabi che sarebbero riusciti a penetrare lo spazio aereo più sorvegliato e la difesa più avanzata del mondo. Sarebbero stati in grado di dirottare aerei di linea e far crollare tre edifici a Manhattan colpendone solo due, nonostante fossero stati garantiti dal progettista contro eventuali attacchi. Un altro velivolo sarebbe precipitato sul Pentagono lasciando un foro appena sufficiente a farci entrare un furgone, senza praticamente lasciare traccia del velivolo originario.

Per fortuna ci sono scienziati, che con metodo scientifico ed estrema minuzia, studiano i fatti e smentono metodicamente simili leggende. E’ successo recentemente in Danimarca, dove Niels Harrit del dipartimento di chimica dell’Università di Copenaghen, ha rintracciato tracce di nano-termite (un esplosivo) nei resti del World Trade Center. Quindi si sarebbe trattato di un’esplosione controllata e non di un crollo provocato dagli attentati come hanno voluto farci credere. Il ricercatore ha ottenuto una pubblicazione con tanto di peer review, dimostrando la serietà del proprio studio, disponibile online a questo link:

http://www.bentham.org/…

La TV danese TV2 ha ottenuto un’intervista e, per voi, ecco lo speciale sottotitolato in italiano:

GUERRA SISMICA: I TERREMOTI POSSONO ESSERE PROVOCATI

Friday, May 1st, 2009

Erano i tempi della guerra fredda quando i militari sovietici studiavano sistemi di attacco geofisico e ormai si sa che forti esplosioni possono provocare scosse sismiche, tant’è che le compagnie petrolifere e minerarie che scandagliano i fondali marini, servendosi di esplosioni controllate, talvolta provocano mini scosse telluriche.
Il tenente Generale Fabio Mini, il cui curriculum è di tutto rispetto, descrive chiaramente queste ricerche in un articolo pubblicato sulla rivista di geopolitica Limes. La guerra sismica non è fantascienza e in ambito militare viene presa seriamente in considerazione, perché permette di colpire il nemico senza che questo se ne renda conto. Ma gli effetti possono essere devastanti. Fa parte della guerra ambientale, che con il ricorso alle esplosioni nucleari e convenzionali, è in grado di provocare anche tsunami. Gli esperimenti sono stati fatti: il professor Thomas Leech, dell’Università di Auckland in Nuova Zelanda, negli anni quaranta provocò onde anomale nel pacifico. Esistono anche studi sulle onde elettromagnetiche, capaci di modificare gli equilibri meteorologici e il clima.
Le mini-testate a disposizione oggi dagli eserciti consentono di innescare esplosioni sotterranee o sottomarine e di generare terremoti e tsunami su bersagli predefiniti. (Tra parentesi, molte compagnie petrolifere e minerarie americane premono per impiegare ordigni nucleari al fine di penetrare certe zone e il generale Mini, nell’articolo, si chiede se ci siano già riuscite).
Molti interrogativi e strane coincidenze costellano gli ultimi cinquant’anni: come quella del terremoto di Bam del 2003 e dello tsunami dell’Indonesia del 2004, entrambi verificatisi il 26 dicembre in due aree a maggioranza islamica. Ma anche il recente terremoto in Messico è sospetto, in un paese già devastato da una guerriglia interna e da una potenziale pandemia.
La cruda realtà è che non dobbiamo più pensare alla guerra in termini di bombardamento o di invasione. Non si combatte più con le stesse armi. Ora non è più necessario conquistare un territorio, ma è sufficiente occupare l’economia di un paese. Oggi non è più necessario destituire un governo, basta piazzare là i propri uomini.
La guerre non hanno più confini ed è alle ricerche scientifiche condotte in gran segreto dai governi che dobbiamo guardare.

Fonti:
Limes n° 6-2007, “Owning the weather: la guerra ambientale globale è già cominciata”
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/library/Owning_the_weather-Fabio_Mini.pdf
http://archiviostorico.corriere.it/1993/gennaio/20/URSS_preparava_terremoti_artificiali_co_0_9301201926.shtml