FARMAINTERNET
Friday, July 17th, 2009
Il ministro della salute cinese ha vietato l’uso dell’elettroshock per ragazzi la cui unica colpa era di navigare troppe ore in internet. [1] La pratica è ora sotto investigazione, ma le cliniche continuano a riceve pazienti e si moltiplicano anche in U.S.A. ed Europa; il Centro di Ricovero per Internet Dipendenti in Bradford, Pennsylvania, è senz’altro il più noto. [2]
In Cina però ben il 14 per cento dei giovani rischia di essere etichettato “internet dipendente”. [3] La clinica di Daxing, un sobborgo di Beijing, è la più grande. Si trova all’interno di una base di addestramento militare e l’ospedale si distingue dagli edifici adiacenti per le grate metalliche, i lucchetti alle porte e le barre alle finestre. Molti pazienti sono forzati a venirci dai propri genitori e il trattamento, che costa più di 1300 dollari al mese, comprende consulenza, disciplina militare e ipnosi. La navigazione web è sostituita da giochi di guerra e da addestramento militare. [4] La rieducazione spesso prevede “la macchina a onde nanometriche”, un casco che emette onde elettromagnetiche, dentro cui viene infilata la testa del paziente. [5]
Nel 2012 l’”internet dipendenza” sarà probabilmente inserita nel DSM-V, il manuale di riferimento della psichiatria e accettata a livello globale. Non è la prima volta che un comportamento viene ridefinito malattia, è già accaduto per il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività, il “gioco d’azzardo patologico”, già presente nel DSM-IV, o il “disordine dello shopping compulsivo”. Navigare in internet è una scelta, non una patologia. Non è una lesione, non è qualcosa che uno ha ma qualcosa che uno fa. Non può essere diagnosticato o misurato da nessuno strumento e qualunque valutazione è soggetta all’interpretazione. Se si considera patologica la libera scelta di navigare in internet, allora perché non creare una malattia per chi sta troppe ore al telefono? O una per chi legge troppi libri? O una per chi guida troppe ore in automobile?
[1] http://www.telegraph.co.uk/news/…
[2] http://www.guardian.co.uk/…
[3] http://www.washingtonpost.com/…
[4] http://news.xinhuanet.com/…
[5] BBC Focus, Num. 204, luglio 2009, pag. 68; http://io9.com/…
responsabile. In effetti il dibattito accademico s’incentra sul “cosa” e non sul “se”. Chi ha visto il documentario di Al Gore con occhio clinico e attento non si sarà lasciato sfuggire un particolare: che la temperatura dal 1945 al 1965 è diminuita. A mostrarlo sono gli stessi grafici dei sostenitori del Global Warming di origine antropica! Perché nel pieno del boom industriale la temperatura è scesa? Proprio per questo negli anni settanta andava di moda parlare di “Global cooling”, cioè di “Raffreddamento globale”, come mostra questo articolo del 1974, sul Times:

una spiegazione: infatti non ci sono le indicazioni in etichetta che la legge prevede per gli OGM. La domanda da porsi allora è: che cosa intendiamo per cibo modificato? L’attuale legislazione considera OGM solo le piante trattate con le moderne tecniche. In realtà anche nel caso di radiazioni ionizzanti e mutageni chimici il genoma viene modificato (sebbene non si possa parlare di cibo transgenico, in cui i geni provengono da organismi diversi).