Archive for January, 2010

MALATI A VITA

Saturday, January 30th, 2010

Le statistiche vengono manipolate di continuo al fine di farci prendere nuovi farmaci miracolosi coperti da brevetto o renderci automaticamente dei malati a vita.

Vediamo alcuni esempi tipici.

CASO NUMERO 1

Un test di laboratorio è accurato al 99%, ciò significa che su 100 malati uno non viene individuato e che su 100 sani solo 99 vengono diagnosticati correttamente.

La domanda è: Quanti sono in percentuale i falsi positivi? Ovvero quante volte mi viene detto che ho la malattia per errore quando invece non ce l’ho?

L’1 per cento delle volte? Risposta sbagliata!

Su 100 persone dichiarate malate, solo una lo è effettivamente; si potrebbe anche dire che il test ha uno spaventoso 99 per cento di falsi positivi.

Com’è possibile? E’ l’esatto contrario di quello che il buon senso ci porterebbe a pensare. Supponiamo allora di avere un milione di persone, di cui 100 effettivamente malate.
Il numero di persone sane diagnosticate malate sarà quindi 9999, mentre il numero di persone malate diagnosticate malate sarà 99.
Ora, per calcolare i falsi positivi dobbiamo dividere il numero di sani diagnosticati malati per il numero di tutti quelli diagnosticati malati (correttamente o meno). Quindi abbiamo 9999/(9999+99) = 0,99. Ciò significa che solo l’1% delle persone diagnosticate malate lo è effettivamente. Sapete cosa significa questo? Che questo esame verrebbe buttato immediatamente nella pattumiera (se non facesse guadagnare un sacco di soldi).

CASO NUMERO 2

Un farmaco molto pubblicizzato è in grado di ridurre del 20 per cento la probabilità di decesso per infarto. Nessuno si preoccupa di vedere che cosa significa esattamente questo venti per cento e i medici, basandosi sulle conclusioni non leggono le ricerche per intero. Risultato: milioni di persone continuano a morire di infarto. Niente sembra essere cambiato. Perché?

Semplice: senza farmaco moriva una persona a rischio cardiovascolare su 100, mentre con il nuovo farmaco ne muoiono 0,80 su cento. Quindi ((1-0,80)/1)*100 = 20%. Siamo sicuri? Che razza di statistica è quella di calcolare una percentuale su un’altra percentuale?

In realtà, se i medici avessero letto la ricerca, avrebbero scoperto che c’è soltanto una riduzione di mortalità pari allo 0,20% (1%-0,80%). Un esiguo 0,20% di probabilità in meno di morire. Un farmaco completamente inutile, ma 20% è molto più impressionante di 0,20%, non vi pare?

CASO NUMERO 3

Ultimo esempio. Supponiamo che l’attuale percentuale di guarigione del cancro sia del 50%. Ciò significa forse che metà dei pazienti affetti da cancro non muore?
Ma neanche per sogno! Adesso vi spiego come vengono calcolate le statistiche. Prendono un tipo di cancro con una percentuale di guarigione assai bassa (30%), ma poco diffuso e poi un altro con una percentuale assai alta (70%) ma assai diffuso. Quindi fanno la media matematica. Quant’è? Indovinato, proprio il 50%.

La stessa cosa viene ripetuta per tutti i tipi di cancro e così sui giornali leggiamo risultati miracolosi. E lo sapete che chiunque sopravvive 5 anni viene considerato un caso guarito? Così basterà cambiare il limite di sopravvivenza a un anno per avere una percentuale di guarigione (con il loro metodo di calcolo) pari al 90%.

Cambiare limiti e definizioni non sarebbe nulla di nuovo: lo hanno già fatto con la soglia del colesterolo, con la soglia glicemica, con quella della pressione arteriosa o con la definizione stessa di pandemia. Creare malati è estremamente facile, come lo è manipolare numeri. Basta un po’ di astuzia, tanto i medici non sono mica matematici.

QUALCHE DATO PER GLI SCETTICI DEL GRUPPO BILDERBERG

Saturday, January 23rd, 2010

Alla domanda “che cos’è il gruppo Bilderberg?” a un pubblico medio, ci si possono aspettare risposte del tipo “Tutte teorie da cospirazionisti”, oppure “Lascia perdere quelle stupidaggini!”. Eppure sono riuscito ad acquistare una copia ormai quasi introvabile dell’autobiografia di David Rockefeller in inglese, dove lui stesso non sembra certo nasconde l’esistenza del gruppo. A pagina 411 del suo “Memoirs”, afferma: “Il Bilderberg è un gruppo di discussione annuale molto interessante che dibatte su temi significativi per l’Europa e per l’America”. Perché allora si svolge a porte chiuse? Perché non c’è mai un giornale che si degni di parlarne? Tra parentesi, per gli scettici, su Youtube si possono trovare anche i video di Alex Jones, che ha ripreso più di una volta l’arrivo di capi di stato e di molti dei più potenti uomini d’affari. Si tratta di una cricca composta dagli uomini più influenti del pianeta, e ogni anno si riunisce in lussuosi hotel per discutere questioni di importanza internazionale. “Il principe dei Paesi Bassi convocò la prima conferenza nel 1954″ spiega Rockefeller. “Io fui uno degli undici americani invitati, e si unirono 50 delegati dai paesi europei, un vivace mosaico di politici, uomini d’affari, giornalisti e sindacati”.
“La conferenza” continua Rockefeller “ha servito un nobile scopo, e il consenso era che noi dovevamo incontrarci ancora l’anno seguente sotto la presidenza del Principe Bernhard. Decidemmo anche di chiamare la riunione “Bilderberg”, che era il nome dell’hotel di Oosterbeek dove vi fu la prima conferenza”.
Attenua i toni a pag. 405, ma si lascia sfuggire qualche altro particolare: “Alcuni credono che siamo parte di una cabala segreta che lavora contro i migliori interessi degli Stati Uniti, definendo la mia famiglia e me come internazionalisti, e di cospirare con altri nel mondo per costruire una struttura politica ed economica integrate – un nuovo mondo, se volete. Se questa è l’accusa, mi dichiaro colpevole, e sono orgoglioso di esserlo”.
Spero, a questo punto, che non abbiate più dubbi sull’esistenza del Bilderberg. La cosa veramente grave di questi incontri è che si svolgano a porte chiuse, nel più assoluto silenzio dei media. Chiunque si aggiri nei paraggi dell’hotel prima o poi viene fermato dalle forze di polizia o dai servizi segreti e sottoposto a intensi interrogatori.
Ma cosa si dice in queste riunioni? Giornalisti investigativi come Daniel Estulin, con diversi contatti nel mondo dei servizi segreti (suo nonno lavorava nel KGB) e diverse conoscenze nell’entourage dei potenti, ci hanno più volte sorpreso con le loro previsioni: come la salita del petrolio a 150 dollari (poi attestatosi a 147) e la successiva ricaduta, oppure l’arrivo della crisi, con anni di anticipo. Tutti argomenti discussi al Bilderberg.
E chi sono gli italiani che vi hanno partecipato? Tra i più conosciuti citiamo Mario Draghi, gli Agnelli, Mario Monti, Tommaso Padoa Schioppa, Corrado Passera, Romano Prodi, Alessandro Profumo, Gianni Riotta, Giulio Tremonti, Marco Tronchetti Provera, Walter Veltroni, Ignazio Visco.
A questo punto vi chiedo: è giusto, secondo voi, che ogni anno i potenti della Terra si radunino per discutere di questioni che ci riguardano, a porte chiuse e nella più assoluta segretezza?