LA VERA CAUSA DEL DECLINO DELLA SALUTE NELLA SOCIETA’ MODERNA
Thursday, March 25th, 2010Il cancro era un tempo una malattia rara, che cosa ne ha causato una larga diffusione? Una persona su quattro oggi si ammala di cancro e una crescita paragonabile si è avuta per le malattie cardiovascolari. Dopo quasi un secolo di ricerca e trilioni di dollari spesi, dovremmo cominciare a chiederci se siamo fuori strada. Dopo decenni di diete ricche di carboidrati e povere di grassi, dobbiamo chiederci se ci sia qualcosa di sbagliato se così tanta gente continua a essere obesa e ad ammalarsi di arteriosclerosi. La teoria genetica del cancro potrebbe essere il più grande errore della storia, le parole del Dr Robert A. Weinberg del MIT, lo scopritore dell’oncogene, sarebbero da scolpire sulla pietra. Nel 1998 ammise: “Qualcosa fu davvero sbagliato. La nozione secondo cui il cancro si sviluppa attraverso successive attivazioni di una serie di oncogeni ha perso il suo collegamento con la realtà“. Definì la teoria genetica “sterile”, eppure continua a essere propagandata. Molti medici nemmeno conoscono il lavoro di Otto Warburg, che nella prima metà del secolo scorso affermò di aver scoperto la vera causa del cancro. Warburg non era certo uno sprovveduto e fu molto probabilmente il più grande biochimico del ventesimo secolo. La sua ricerca sugli enzimi respiratori gli valse il premio nobel nel 1931; fu lo scopritore della vitamina B2 e tra i suoi allievi si annoverano altri premi nobel e scienziati di fama mondiale. Ad attestarne la serietà scientifica ci sono innumerevoli pubblicazioni o invenzioni, come un manometro per misurare la pressione dell’ossigeno nelle cellule. Fu con esso che scoprì che una bassa pressione di ossigeno precede lo sviluppo del cancro, quella che lui descrisse poi come la vera causa. Come spiegò nel 1966 a Lindau: “Il 35% di inibizione della respirazione è già sufficiente per causare la trasformazione nel corso della crescita cellulare”. Le scoperte di Warburg sono state verificate numerose volte, mostrando che il cancro non si sviluppa in aree ossigenate. Nel 1953 Goldblatt e Cameron (J. Experimental Medicine 1 9 5 3 ; 97:535-552) notarono come una volta che il danno è fatto sia molto difficile tornare indietro, anche se il livello di ossigeno viene ripristinato. Questo spiega perché sia così difficile trovare una cura universale per il cancro. Quindi la prevenzione è la soluzione finale. Ma fino ai nostri giorni non c’era sufficiente sapere scientifico per accrescere l’ossigenazione cellulare. Non è l’esercizio fisico la risposta, perché al massimo si ossigena il sangue, non necessariamente i tessuti. Molti sportivi famosi come il ciclista Lance Armstrong sono stati vittime del cancro. Per cui non è questa la strada. Quindi domandiamoci: che cosa è successo poco prima dell’impennata del cancro? Che cosa è cambiato nella nostra vita? Non è l’inquinamento, il cui impatto maggiore si è verificato in tempi successivi e Warburg lo definiva semplicemente una causa secondaria, essendo in grado di diminuire la respirazione cellulare (vedi il fumo, certi virus etc). Ciò che all’inizio del secolo scorso successe fu un cambiamento drastico della nostra alimentazione e il nostro cibo cominciò a essere processato industrialmente perdendo le proprietà di freschezza e naturalezza. Linus Pauling e poi Matthias Rath scoprirono che con le vitamine e altri nutrienti si possono ottenere risultati in un sacco di malattie come il cancro o le malattie cardiovascolari, ma perché dovremmo ingerire più vitamine di quelle contenute nel cibo per stare bene? Ci deve essere un errore di base che non ci permette di essere sani senza assumere grandi quantitativi di vitamine. Il campo dell’alimentazione è uno dei più confusi, ci sono decine di diete e di teorie diverse in contrasto tra loro. Ho letto molti libri sull’argomento nella mia vita, ma mi sono accorto di una cosa: molti di questi libri sono basati su opinioni, non citano ricerche o fonti. Il lavoro più serio e completo che ho trovato, che tra l’altro si basa proprio sul lavoro di Warburg, è quello di Brian Peskin del MIT. Nel suo libro “Radiant Health” spiega con grande dettaglio i meccanismi degli acidi grassi e in che modo l’era industriale ci stia portando alla “morte nutrizionale”. Il segreto è tutto qui: sono gli acidi grassi a permettere la respirazione cellulare! Ma anche su questo c’è molta confusione. Gli acidi grassi che dobbiamo fornire costantemente all’organismo sono quelli essenziali (cioé quelli che non può produrre da sé), gli altri invece possono essere sintetizzati dall’organismo a partire dai primi. E quali sono gli acidi grassi essenziali o EFA (essential fatty acid)? Sono due: acido linoleico (LA, o parent omega-6) e acido alpha-linoleico (ALA, o parent omega-3). Perciò non tutti gli omega-3 sono così importanti e se non vengono bilanciati adeguatamente in 1 parte di omega-3 per un minimo di una parte e un massimo di 2,5 parti di omega-6, potrebbero non essere di alcun aiuto. L’olio di pesce ad esempio contiene solo derivati omega-3, le etichette spesso sono ingannevoli in quanto non specificano il tipo di omega-3 e omega-6 o la percentuale. Ma ciò che è certo è che il cibo industriale è povero di EFA ed è questo che ha condotto la nostra società verso la spirale della malattia. Anzi, molte volte questi acidi vengono alterati (trans-fat) con il calore o altri trattamenti, oppure vengono idrogenati trasformandoli in dei veri killer, che il cancro possono addirittura causarlo. Il cibo, per essere sano, dovrebbe essere sempre biologico e non contenere alcun additivo chimico. Ma da dove possiamo approvvigionarci di EFA? Non dall’olio di oliva che contiene omega-9. Io uso olio di lino e olio di sesamo in rapporto 1:1,3, ma devono essere biologici per evitare che vi siano solventi e per garantirne l’integrità. Questi oli sono molto delicati, non devono essere portati ad alte temperature, devono essere conservati in frigo e consumati in tempi brevi per evitare che irrancidiscano e diventino cancerogeni, producendo l’effetto opposto. Il motivo per cui il pesce puzza è questo, contiene acidi grassi che si deteriorano rapidamente.
Gli omega-6 sono anche un ottimo anticoagulante e la velocità del sangue, come scoprì lo stesso Warburg, è un fattore basilare per fermare le metastasi. Quindi, anche se il cancro si è già formato, si può ridurre il rischio di metastasi e quindi il rischio di morte di ben 10 volte.
E per quanto riguarda i problemi vascolari? Il maggior componente di un’ostruzione sono proprio omega-6 alterati, quindi ad essere cattivo non è il colesterolo ma gli omega-6 alterati dall’industria che esso trasporta. Se noi cambiamo la nostra alimentazione e diamo al nostro organismo omega-6 nella loro forma naturale, anche molti problemi cardiovascolari si possono prevenire.
Ma c’è di più: gli EFA diminuiscono quell’irresistibile voglia di zuccheri (dolci, pasta, pane), diminuendo anche l’obesità, che come spiega Peskin è causata non dai grassi ma dagli zuccheri. Ne bastano pochi per saturare la nostra riserva di glicogeno e tutto quello che viene introdotto in più è direttamente trasformato in grasso. Inoltre, a parità di calorie i carboidrati sono molto meno nutrienti di carne e verdura. Quindi era questo il dato mancante che ha dato da pensare ai ricercatori ed ha fatto ammalare milioni di persone. E l’industria alimentare sarebbe il vero responsabile. Per cui prendiamo in mano le redini della nostra salute e cominciamo a integrare gli EFA di cui siamo carenti ed a mangiare cibo non trattato o ancora meglio biologico.
Fonti:
- National Center for Health Statistics and American Cancer Society
- Radian Helath (Brian Peskin)
- The hidden story of cancer (Brian Peskin)
- EFAs, oxygenation and cancer prevention (Nexus Magazine - Vol 14, 2007)
Un esercito di soldati senza emozioni e programmato per uccidere, incapace di provare sentimenti di colpa, pentimento o di orrore. La pillola si chiama Propanolo, già conosciuta come antinfiammatorio, potrebbe essere destinata un giorno ai militari statunitensi per cancellare la memoria dei crimini commessi. Questo scenario apre una lunga serie di considerazioni etiche. Che cosa succederebbe se una pillola del genere venisse usata da un criminale? E che cosa implica esattamente cancellare la nostra memoria? La parte di noi con cui ci riconosciamo. Significa forse distruggere completamente la nostra identità? David Magnus, direttore del Centro di Bioetica dell’Università di Stanford, parla di pericoli legati all’uso indiscriminato di questa sostanza e un rapporto di bioetica della Casa Bianca ne ha sospeso lo studio, ponendo importanti interrogativi etici riguardo l’alterazione della memoria. La ricerca si è spostata in Canada, ma i militari statunitensi stanno già pensando di rifinanziarla. Le porte sono spalancate da quando nel 2007 è passato il “Psychological Kevlar Act” che consente al Direttore della Difesa di sviluppare un piano di misure preventive per ridurre la probabilità che i soldati manifestino la Sindrome da Disordine Post Traumatico (ovvero l’ansia seguente un evento drammatico). Con questo atto il Pentagono mette avanti l’idea di usare diverse droghe per proteggere i combattenti dallo stress conseguente l’omicidio di altri uomini. Uno dei candidati è proprio il Propanolo, al cui trattamento si pensa di sottoporre i soldati di ritorno dall’Afghanistan e dall’Iraq.
comunità scientifica con queste parole: <<Possiamo essere esposti all’HIV molte volte, senza esserne infettati cronicamente. Il nostro sistema immunitario se ne libererà in poche settimane se si possiede un buon sistema immunitario. Questo è il problema della gente in Africa>>. La soluzione è questa: <<spingere per una combinazione di misure: antiossidanti, consigli nutrizionali, nutrizione […] ma questo genere di misure non sono ben finanziate, non sono finanziate affatto>>. Altro che costose terapie a base di AZT. Non sarebbe quindi il virus ma il sistema immunitario il vero colpevole. Il nobel Kary B. Mullis sostiene persino che non sia mai stata dimostrata una relazione tra AIDS e HIV, ma in ogni caso, questa è la prima volta che lo stesso scopritore del virus ammette che antiossidanti e nutrizione possono essere sufficienti per curare una malattia apparentemente invincibile. Come rivela l’intervista, se si prende un africano e si migliora il suo sistema immunitario è possibile che si liberi del virus. Perciò se si possiede un buon sistema immunitario il corpo si può liberare dell’HIV naturalmente.
polli che c’erano. Nessuno ne capiva la ragione, lo strano signore infatti non aveva affatto intenzione di aprire un allevamento.
preventiva, insomma, a base di droghe psichiatriche e shock elettroconvulsivi. Giusto per essere tranquilli! Si chiama “rischio di sindrome” la nuova categoria proposta per la prossima edizione della bibbia psichiatrica (DSM V) del 2013.