L’ITALIA DEI FARABUTTI
“Farabutti” era il titolo della puntata di esordio della nuova stagione di Anno Zero. Travaglio non doveva
nemmeno esserci, la Rai ha deciso di non rinnovargli il contratto, ma Santoro ha detto: “Senza Travaglio non può esserci Anno Zero”. Forse era solo un modo per far saltare la trasmissione, dato che non può essere chiusa in quattro e quatr’otto. C’è una sentenza del Tribunale di Roma del 2005 che impone la reintegrazione di Santoro in prima serata. Eppure, andando contro i suoi stessi interessi, la Rai ha messo un altro bastone tra le ruote di Anno Zero, impedendo agli spot pubblicitari di andare in onda, tra l’altro disponibili da tempo nella pagina di Youtube dell’azienda.
Nella lista dei personaggi scomodi non manca certo la Gabanelli, che di recente ha reso noto che la trasmissione Report non ha più la copertura legale della Rai. Si tratta di fatti che presi singolarmente non dicono molto, ma se messi in prospettiva con il caso Mentana, il caso Vauro, o più di recente con la censura di un video delle Iene e lo spostamento di Ballarò per dare visibilità a Berlusconi, ospite di Porta a Porta, prefigurano un quadro decisamente di regime.
Questo spiega la sete di informazione della gente e il sempre maggiore successo di iniziative popolari. Grillo ha portato nelle piazze centinaia di migliaia di persone col solo ausilio della rete, mentre Travaglio collabora a un nuovo quotidiano di grande successo. Ancora prima dell’uscita erano già trentamila gli abbonati. Poi il 23 settembre è arrivato in edicola con 150 mila copie e ha segnato un tutto esaurito nelle prime ore del mattino, costringendo al raddoppio della tiratura. Un record storico senza precedenti!
Ora abbiamo un’altra opportunità per la democrazia di questo paese, dopo che ci hanno tolto il voto di preferenza e ci hanno “regalato” una “legge porcata”, ed è quella di dare almeno un voto all’informazione.
September 25th, 2009 at 8:57 am
Questo “pezzo” ce lo potevate risparmiare: Ne spiego il perchè, prendendo ad esempio Annozero. Tale trasmissione è assimilabile ad una fittizia “agorà” ove la confusione dei poteri è tale da tracimare nella tirannia di un solo uomo: Michele Santoro. Il suo potere è senza contropotere. Funge da notaio, dando o togliendo la parola a suo piacimento. Sceglie l’imputato e ne designa gli avvocati difensori. Nomina la giuria popolare (= pubblico in studio). Dirige la squadra di polizia giudiziaria per la ricerca di indizi e sospetti infamanti. Impone i nomi dei rappresentanti della pubblica accusa a cui dà man forte durante le arringhe. Infine, si erge a “giudice terzo” per l’immancabile condanna finale. Manca solo che si sostituisca alla polizia penitenziaria per tradurre in carcere “l’imputato”. Ciò detto, mi chiedo : «Che c’azzecca Annozero con la libertà di stampa? Ed ancora. E’ lecito consentire al megafono di una fazione politica di utilizzare soldi pubblici per linciare (in diretta televisiva) chi a lui non và a genio?».
September 25th, 2009 at 10:36 am
L’illegalità in Italia ha trovato un ottimo modo per passare dalla parte della “ragione”: quella di accusare gli altri di giustizialismo.
September 28th, 2009 at 5:12 pm
I dibattiti, se sono equilibrati e affrontati con educazione dai partecipanti, li posso sopportare (dipende anche dagli argomenti trattati).
Le “gogne” mediatiche a tema, tipo Annozero, proprio non le sopporto perché mi sembra di assistere ad uno spettacolo di regime in cui il contraddittorio è bandito.