ITALIA, LA PATRIA DELL’ILLEGALITA’

Lo scudo, il nome giusto per una legge che protegge i criminali dalla giustizia. La non punibilità è solo per frode fiscale e falso in bilancio, ma l’impossibilità di segnalare le operazioni sospette consentirà di fatto a trafficanti di droga e di armi di far rientrare i capitali. La criminalità potrà in questo modo consolidare il proprio potere sul territorio e acquisire le società in crisi. Alla base della piramide ci saranno le persone oneste e per bene, indebitate con le banche.
Non è certo la prima legge a favore dei “colletti bianchi” e della mafia: ricorderete la riforma del 2002, dove sono state stabilite alcune soglie di punibilità per il falso in bilancio. In pratica, se si falsifica solo un po’ il bilancio non è più reato; se si occultano milioni di euro e si viene scoperti basta pagare una sanzione. “E’ la quantita di falso per uso personale, come la droga” spiega, sarcastico, il pm Francesco Greco.
Ma anche l’evasione fiscale è sancita per legge. Secondo l’art. 4 del Dec. Legs. del 10 marzo 2000, n. 74 (http://www.altalex.com/index.php?idnot=56) fino a 103 mila euro di evasione per singolo esercizio non si configura alcuna ipotesi di reato. Al massimo si viene perseguiti amministrativamente. Ma anche nel caso in cui si superasse la soglia… sappiamo come funziona la giustizia.

One Response to “ITALIA, LA PATRIA DELL’ILLEGALITA’”

  1. walter IDV taranto Says:

    Irrituale. Così era stata definita da diversi giuristi la decisione, presa pochi giorni fa dal presidente della II Corte d’Appello di Milano, di sospendere l’esecutività della sentenza sul Lodo Mondadori. Secondo la sentenza di condanna la Fininvest di Silvio Berlusconi avrebbe dovuto pagare immediatamente (in attesa di ricorrere in appello) 750 milioni di euro alla Cir di De Benedetti per avergli rubato attraverso la corruzione di un giudice la Mondadori una ventina d’anni fa.
    Le decisioni in sede civile sono immediatamente esecutive ma nel caso Berlusconi-De Benedetti, in modo appunto irrituale, si è deciso di sospendere il pagamento che avrebbe probabilmente messo alle corde anche il colosso brianzolo.

    A decidere sulla sospensiva è stato il presidente della II Corte d’Appello civile di Milano, il giudice Giacomo Deodato. E allora? Che c’è di strano?

    Giacomo Deodato è il fratello di Giovanni Deodato, parlamentare messinese di Forza Italia per due legislature. Insomma, il giudice che ha deciso di sospendere la Fininvest dall’obbligo di pagare subito i 750 milioni a De Benedetti è il fratello di un esponente importante del partito del padrone della Fininvest.

    Ecco i malati risultati di un conflitto d’interesse di dimensioni spropositate che la sinistra non ha mai saputo elidere dalla scena politica italiana.

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