Il Nuovo Ordine Mondiale non è ciò che la maggior parte delle
persone pensa che sia. Non è nemmeno una moda cospirazionista dell’era di internet, perché se ne iniziò a parlare ai tempi di Woodrow Wilson, dopo la Prima Guerra Mondiale. Non è nemmeno un’invenzione, perché ne hanno parlato in lungo e in largo George H. W. Bush, Gorbachev, Tony Blair, Gordon Brown, Henry Kissinger e persino Tremonti e Napolitano. Ne parlano tink tank americani come il Consiglio per le Relazioni Estere, una delle lobby più potenti, e ne parlano intellettuali di tutto il mondo.
Quello che non dice mai nessuno è che esistono moltissime definizioni del termine, dato che ognuno lo ridefinisce secondo la propria visione del mondo. Ma in generale sono sempre presenti almeno due obiettivi:
- Un riassetto geopolitico attraverso un bilanciamento del potere
- Un accentramento del potere verso organismi sovranazionali.
Il secondo punto è di norma limitato a questioni internazionali ben al di là del campo d’azione dei singoli stati e non si spinge sino all’idea di un governo globale.
Allora le cosiddette teorie “complottiste” hanno un fondamento? E se ce l’hanno da dove traggono origine?
Tra parentesi il termine “complottismo” è finito in cattiva luce proprio per via di un complotto atto a screditarlo, perché la storia è piena di complotti e non c’è niente di straordinario in tutto ciò.
Ma da dove ha origine l’idea di un governo mondiale, con una moneta unica mondiale e un esercito mondiale? Ho effettuato molte ricerche in questo senso e ho trovato un libro che pochi conoscono. E’ dimenticato dal tempo, coperto dalla polvere di un secolo di storia. Questo testo non lo troverete in libreria e difficilmente lo potrete acquistare in lingua inglese, persino su internet. Per fortuna è scaricabile gratuitamente da questo link:
http://Wells_New_World_Order.pdf
L’autore non è uno sconosciuto ma è colui che molti definiscono il Padre della Fantascienza, H. G. Wells, l’autore de “La Guerra dei Mondi” o “La macchina del tempo”. Il titolo del libro in questione è proprio: “Nuovo Ordine Mondiale”, scritto nel 1939.
Non è da escludere che globalisti, mondialisti o socialisti anti-comunisti l’abbiano adottato come riferimento per la loro politica quando parlano di Nuovo Ordine Mondiale. Il sospetto viene vedendo l’abuso del termine, pronunciato da leader di tutto il mondo senza un contesto preciso, come se fosse una parola in codice, una sorta di segnale lanciato ad altri leader per dare ad intendere qual è la filosofia che appoggiano.
Questo libro ha qualcosa di molto sinistro a mio parere, e qualcosa si sta avverando. Se lo avessi letto 20 anni fa non lo avrei capito, se lo avessi letto 10 anni fa avrebbe avuto poco senso per me, ma se lo avessi letto 5 anni fa sarei riuscito a capirne poche frasi. Eppure è stato scritto quasi un secolo fa.
A tratti sembra parlare di ciò che sta succedendo, dopotutto è stato scritto proprio sul finirire di una grande crisi, per molti aspetti simile alla nostra. Poi viene descritto un mondo occidentale, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, abituato a una pace e una calma ininterrotta. Lo stesso si può dire oggi, perché nonostante le guerre combattute in altre parti del mondo, è dalla Seconda Guerra Mondiale che la società occidentale non conosce sconvolgimenti, guerre o carestie. La gente non è più abituata a cose simili, è così abituata al benessere che non sa neanche più di averlo. E’ avvezza alla televisione, ai programmi e alle mode più sciocche e inutili, ai discorsi di gossip, alle futili passeggiate nei centri commerciali o alle discussioni su TV e amici. Nessuno è più abituato ai colpi di cannone, ai militari appostati davanti casa, o ai feroci assalti per accaparrarsi un pezzo di pane.
Per quanto strano possa sembrare, è proprio questo ciò che il Nuovo Ordine Mondiale si prefigge di scongiurare. Che sia un governo mondiale o meno, che si usi la forza o la persuasione, che le persone vengano dotate di microchip o no.
Il problema secondo Wells è che le distanze si sono accorciate e stiamo entrando in un mondo globalizzato. I metodi del passato non funzionano più nel Nuovo Mondo. Ci sono forze distruttive in gioco, che nel caso di una Terza Guerra Mondiale significherebbero la fine della razza umana.
Wells scrive:
“A parte il costante e infausto sviluppo dell’industria degli armamenti, ci sono altre più profonde forze in gioco, che preannunciano disordini”.
“Il primo gruppo di queste forze è ciò che le persone usano chiamare ‘abolizione delle distanze’ e ‘cambio di scala’ nelle questioni umane”.
“La vita umana non può continuare, con le città dei maggiori stati del mondo a un’ora di distanza per una bomba dai propri confini, oltre ai quali un attacco può venire preparato e operazioni segrete possono essere svolte senza alcun controllo”.
Un ulteriore ragione per instaurare un governo mondiale è di tipo ecologista. Non è facile gestire l’economia e la politica di ogni singolo stato verso una direzione comune.
“Del tutto a parte dalla guerra, il nostro pianeta sta venendo sciupato e disorganizzato”.
“La manifesta necessità di un qualche tipo di controllo mondiale collettivista per eliminare le guerre e la più sottovalutata necessità per un controllo collettivo della vita economica e biologica della specie umana, sono aspetti dello stesso processo”.
La parola “collettivismo” è dallo stesso Wells definita come:
“La gestione degli affari comuni dell’uomo da parte di un sistema di controllo responsabile per l’intera comunità“.
Il Nuovo Ordine Mondiale di Wells potrebbe essere concepito come un governo socialista globale, con peculiarità che vedremo in seguito. Distinto però da un sistema comunista, che sottintende un concetto di uguaglianza del tipo “da ciascuno secondo le sue capacità e a ciascuno secondo i suoi bisogni”. Nel socialismo invece “ognuno riceve in base a quanto dà”, anche se è il governo centrale a gestire il potere per conto del popolo.
Nel comunismo è anche insita l’idea della “guerra di classe” tra proletariato e capitalismo.
Si tratta di concetti così diversi, che l’opera di Wells risulta essere un’accanita critica al comunismo.
“L’idea della guerra di classe è un groviglio e una perversione della spinta mondiale verso un collettivismo mondiale, una dispendiosa malattia del socialismo cosmopolita”. (nda: “cosmopolita” probabilmente nel senso di “mondiale”)
Riassumendo, il Nuovo Ordine Mondiale è secondo Wells l’unica soluzione per una pace globale duratura e per affrontare problemi di tipo sociale ed ecologista. Ma il problema si è posto solo ora, col sopraggiungere di forze distruttive come la globalizzazione (che Wells con molta lungimiranza chiamava “accorciamento delle distanze”), lo sviluppo tecnologico e degli armamenti, e infine il crescente scontento giovanile per la disoccupazione:
“La disoccupazione giovanile è uno dei fattori principali per la destabilizzazione politica generale”.
“Vedrai man mano in maniera più convincente che è principalmente attraverso questa massa crescente di desiderio non appagato che le forze distruttive si manifesteranno”.
Questo è a dir poco profetico, se letto nell’ottica delle proteste che stanno accadendo in tutto il mondo occidentale. Questo è uno di quei punti, che come dicevo all’inizio dell’articolo, non avrei compreso sino in fondo dieci o venti anni fa.
La soluzione che propone è una sorta di avvertimento:
“L’abolizione delle distanze, l’enorme incremento della potenza disponibile, cause primarie di tutti i nostri problemi, hanno improvvisamente reso quello che una volta era un sistema di lavoro tollerabile… estremamente dannoso e dispendioso, al punto che minaccia di distruggere e esaurire il pianeta completamente… Solo una totale collettivizzazione degli affari umani può arrestare questa disordinata auto distruzione della specie umana”.
Questo significa la demolizione completa della sovranità nazionale.
Infatti:
“E’ il sistema dell’individualismo nazionalista e dell’impresa non coordinata il male del mondo, ed è l’intero sistema che deve cambiare. Esso deve essere revisionato nelle fondamenta o rimpiazzato”.
“Noi stiamo vivendo alla fine di un preciso momento della storia, quello degli stati sovrani”.
Ma gli Stati non devono essere realmente cancellati dalla mappa, devono semplicemente essere resi inutili o privati del potere. La cospirazione deve essere lenta e silenziosa e concretarsi in una sorta di federazione mondiale:
“Consideriamo per un momento se questa parola ‘Federazione’ è di qualche valore nell’organizzare la Rivoluzione Occidentale. Io suggerirei di sì. Penso che possa essere un mezzo di rilassamento mentale per molte persone che altrimenti sarebbero rimaste pigramente resistenti a ogni tipo di cambiamento”.
Si tratta di succhiare pian piano il sangue a ogni stato e convogliare il potere nelle mani di pochi. Suona famigliare? L’Unione Europea vi dice niente? E L’ONU?
Ma adesso viene il bello:
“Questa grande unione è per avere un’unione monetaria e un’unione economica senza frontiere”.
“Per l’Unione Federale questo significa un’identica vita economica in tutta l’Unione”.
Ehi, non è che sta parlando dell’Euro? Davvero profetico!
“Federazione significa praticamente socialismo uniforme all’interno dei limiti federali, conducendo, man mano che gli stati vengono incorporati, a un socialismo mondiale”.
Il paragone col processo di ingresso nell’Unione Europea di nuovi stati membri è ancora una volta calzante. Citando un altro libro, Wells arriva persino a parlare di “Stati Uniti d’Europa” e più avanti afferma:
“Sarebbe di gran lunga più facile creare gli Stati Uniti del Mondo… che mettere assieme il cosiddetto continente d’Europa in una sorta di unione”.
Ma come attuare il piano, che tipo di rivoluzione è necessaria?
“Possiamo usare quella che si può definire una ‘Rivoluzione Cospirativa’, nella quale un certo numero di persone comincia a organizzare le forze del disconforto e del risentimento e ad allentare la presa dei governi, per portare a un cambiamento radicale nel sistema”.
Wells non fa riferimento ad alcuna “esplosione” o “colpo di stato”, si tratta di un “differente tipo di rivoluzione”, che deve cominciare nelle scuole:
“Uno può chiamarla propaganda, ma in realtà è educazione. La fase di apertura di questo nuovo tipo di rivoluzione deve implementare una campagna per rinvigorire e modernizzare il sistema educativo”.
La rivoluzione deve basarsi su tre fattori chiave:
“Il triangolo del Socialismo, della Legge e della Conoscenza”.
Deve essere un nuovo tipo di socialismo, diretto e pianificato scientificamente, al fine di portare la pace nel mondo. Il processo intermedio però non sarà altrettanto pacifico:
“Innumerevoli persone… odieranno il Nuovo Ordine Mondiale, saranno rese infelici dalla frustrazione delle loro passioni e ambizioni attraverso il suo avvento e moriranno protestando contro di esso. Quando tentiamo di stimarne le promesse [del Nuovo Ordine Mondiale], dobbiamo considerare il dolore di circa una generazione di malcontento”.
Il Nuovo Mondo sarà nonostante tutto democratico, libero e pacifico.
“Alcune persone immaginano la pace mondiale alla fine di questo processo. La collettivizzazione sarà superata e un vagamente concepito regno della legge ripristinerà e sosterrà la proprietà, la cristianità, l’individualismo e ogni cosa alla quale le persone rispettabili e prosperose sono abituate”.
“In questo studio della via verso la pace mondiale, io metto la libertà di espressione e una vigorosa pubblicazione”.
“Più le cose sono collettivizzate, più è necessario un sistema legale che rappresenti i Diritti dell’Uomo… Più funzioni il governo controlla, più c’è bisogno di leggi protettive”.
Tutte mete nobili, al costo di una dolorosa rivoluzione. Ma per Wells non c’è motivo per indugiare, perché non c’è alternativa che il fallimento, a causa delle forze distruttive di cui sopra.
“La sola alternativa è una decadente anarchia”.
“La collettivizzazione è la sola alternativa al brigantaggio universale e al collasso sociale”.
Il Nuovo Mondo non deve solo avere un governo mondiale e una moneta unica… deve anche avere un esercito mondiale, per instaurare quella che Wells definisce la “World Pax”.
“Egli continuò col chiedersi che cosa era necessario per gli stati e le nazioni per garantire la stessa beata immunità dalla violenza e dal saccheggio, e gli sembrò del tutto ragionevole rispondere dicendo ‘una polizia internazionale’”.
Questo è quasi tutto quello che sappiamo su come sarà il Nuovo Ordine Mondiale. Wells non dice molto per non essere considerato utopista, così il suo è più un manuale pratico per mettere in atto la Grande Rivoluzione. Ma alcuni particolari riguardo al dopo, come il Partito Unico, se li lascia sfuggire:
“Dal momento che non esiste più opposizione, l’opposizione dei partiti dovrebbe essere soppiantata dal criticismo individuale dei ministeri, e invece di cacciare i governi dovremmo cacciare i fallimenti amministrativi individuali”.
Si tratta di un sistema democratico, dove ad essere votati sono gli individui e non i partiti, che non esistono più. Per cui non ha nemmeno senso parlare di partito unico. Si tratta anche di un sistema partecipativo dove ogni cittadino ha voce in capitolo.
Poi svela qualcosa sul sistema economico:
“La moneta sarà emessa in relazione alla produzione della comunità in ritorno al lavoro offerto. Non ci sarà più ragione per andare in città per un prestito come non ci sarà per andare all’Oracolo di Delfi per un consiglio”.
E ancora prevede:
“Lo sviluppo di una polizia ad hoc sul disarmo globale che avrà come punto di forza i cieli”
“Una coscrizione obbligatoria per un certo periodo della vita adulta”. Questo perchè continueranno ad esistere “servizi necessari che in nessun modo possono essere resi attrattivi come occupazione normale per l’intero arco della vita”.
Molte idee interessanti, non del tutto sbagliate al di fuori del contesto di un governo mondiale socialista.
Un personaggio come Wells deve aver influenzato molti circoli e molti pensatori. Non sappiamo se il “Nuovo Ordine Mondiale” di cui parlano i nostri politici sia questo o qualcosa di più soft. Il mondo è certamente cambiato ed è ogni giorno più simile a quello di Wells. Lui stesso diceva che il cambiamento non sarebbe stato repentino, ma avrebbe richiesto tempo.
“Non ci sarà un giorno dei giorni in cui il Nuovo Ordine Mondiale sarà instaurato. Passo dopo passo, un po’ qui e un po’ là, esso arriverà… Nessun uomo o gruppo sarà mai scelto come suo Padre o Fondatore”.
E così ci hanno fatto accettare l’ONU, la Banca Mondiale, Il Fondo Monetario Internazionale, il WTO, l’Unione Europea, il Trattato di Lisbona… quale sarà ora il prossimo passo?